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8.0/10
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Tornavo da scuola, e dopo il palinsesto della ora defunta Mediaset mi sintonizzavo su 7gold per godermi questo capolavoro che ha dentro di tutto, così come quello che ha lasciato dentro di me, tutto. La storia non ha una vera e propria trama definita, tranne che per i due punti fondamentali sui quali ruota l'anime, ovvero la speranza del protagonista di liberarsi della maledizione maschio/femmina una volta fradicio e il suo rapporto controverso con la bella e violenta Akane. La bravura della Takahashi è stata proprio quella di rendere divertente e imprevedibile ogni puntata con un via vai di saghe brevi e personaggi, chi fuori di testa, chi fortissimo, chi vendicativo, chi innamorato e così via, che tengono l'anime quasi sempre su un ottimo livello. Merito anche del mix di cultura orientale classico dell'autrice che ci ha spesso abituati a questo genere, che si fa amare anche per le tradizioni e le leggende alle quali si fa spesso riferimento. Le sigle a distanza di tempo continuano ad avere quell'effetto malinconia di anni che non torneranno più, lasciandomi un velo quasi di tristezza per quanto è stato bello aver riempito quei primi pomeriggi (a volte tardi) della mia adolescenza, eppure stiamo parlando di una commedia e dovrei ricordarla col sorriso.
Ma "Ranma1/2" è così. In quegli anni lo avrò visto per almeno tre volte, purtroppo crescendo non è stato più possibile, ma la scorpacciata è stata fatta nell'epoca giusta. I personaggi si fanno amare dal primo all'ultimo, ma Ranma e Akane hanno segnato la vita degli inguaribili romantici come me. Tra gag, situazioni assurde, combattimenti, l'anime della immortale Takahashi mi ha regalato anni straordinari; impossibile non far vedere ai giovani dai quattordici in su questa pietra miliare.