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2.0/10
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Nonostante il voto piuttosto basso (potrebbe meritarne uno peggiore in base ai punti di vista), "School Days" è un anime di cui consiglierei la visione, se vi piacciono le cose fatte male, la vostra lista anime è vuota e l'unica altra attività possibile sia guardare la vernice seccarsi sul muro. Ho seguito parecchi anime, ma non posso definirmi neanche lontanamente un esperto sotto il profilo tecnico quando si parla di lavori d'animazione, nonostante ciò esprimerò la mia opinione a riguardo: disegni, sfondi e personaggi li definirei pessimi, anche se del 2007, in un anime che fa del rapporto fisico la sua peculiarità. Dei personaggi femminili così simili tra loro al punto da tale che si possano distinguere solamente dalle diverse acconciature, beh, mi fa pensare che siano il prodotto di estrema pigrizia o incapacità. Anche i pochi personaggi maschili, sebbene siano un po' più distinguibili tra di loro, risultano avere look già visti e sostanzialmente noiosi. La colonna sonora ha il pregio di essere azzeccata, tutto là, per il resto è abbastanza mediocre. Le animazioni sono di basso livello e poche, le proporzioni mal fatte, alcune immagini sembrano quasi non possedere profondità o proporzioni naturali.
Passiamo al piatto forte allora, la famosa trama di "School Days".

Attenzione: la seguente parte contiene pesanti spoiler

L'anime sembra essere uno scolastico-romantico, ma ciò è solamente un trucco dei primi episodi per ingannare il pubblico; il protagonista Makoto innamorato (è un parolone, ma ognuno vede l'amore a modo suo, quindi cerchiamo di giustificare in ciò gli autori) di Kotonoha riesce a farsi contraccambiare grazie all'aiuto dell'amica Sekai. La cosa dura poco, però, Kotonoha non è particolarmente propensa a un rapporto fisico con il suo fidanzato, e necessita di tempo, tempo però che Makoto non le concede, preferendole l'amica "disponibile" Sekai per poter subito arrivare al sesso. Piuttosto immaturo e odioso, ma d'altronde il gioco/manga/anime sono tutti stati pensati per far odiare al pubblico il protagonista, e lui riesce perfettamente a portarci piuttosto in fretta a un profondo odio. Certo non è un atteggiamento irreale, ma appartiene a quella realtà che spesso con l'intrattenimento multimediale cerchiamo di evadere. Però, gli elementi simil-realistici finiscono qui. Il protagonista evolve rapidamente da ragazzo impacciato e incapace con le donne a incredibile conquistatore e dongiovanni in caccia di sesso (mi spiace tirare in ballo Mozart, anche perché il suo protagonista amava realmente il genere femminile, a differenza di Makoto, che sostanzialmente le usa come strumenti di monta assistita senza sentimento, ma è il paragone più conosciuto che mi è venuto in mente), infatti da Sekai passa rapidamente ad altre ragazze ottenendo rapporti occasionali, anche multipli, più e più volte. D'improvviso il protagonista diventa estremamente popolare, sebbene non abbia una sola qualità che possa giustificarlo, che sia un carattere interessante o lo stereotipo di protagonista gentile degli harem, bellezza o intelligenza, neanche soldi, che purtroppo nella realtà sono spesso il motivo dietro il sesso. No, il protagonista non possiede nulla del genere, eppure, seguendo uno sceneggiato degno di un porno di cinquanta anni fa, si ritroverà catapultato senza motivo in rapporti sessuali. Se da un lato il protagonista possiede la spina dorsale di una medusa e il carattere di un'ameba, le eroine meritano pure degli elogi. Seguono vagamente degli stereotipi caratteriali, ad esempio la timida Kotonoha o l'energica Sekai, le altre quasi sostanzialmente finiscono a letto con il protagonista avendo pronunciato poche battute in tutto l'anime e aver rivolto la parola a Makoto sì e no due volte. Ma subentra a personaggi già mediocri una follia disturbante. Sekai cerca di riottenere l'amore di Makoto con la gravidanza, ma il protagonista con un coraggio senza pari abbandonerà Sekai per tornare da Kotonoha, che è regredita sempre più per il trattamento freddo e sociopatico di Makoto, ma lo riaccetterà senza alcun problema, sebbene nel frattempo sia stata maltrattata a causa sua e abbia anche giaciuto - per poi immediatamente abbandonarlo - con un amico del suo sedicente fidanzato vieni e vai.
Sekai non prende la cosa esattamente bene, e reagisce. Con un bel coltellaccio piantato nel corpo dell'amato. Questa soluzione dall' "eleganza" incredibile è forse l'unico elemento davvero contemporaneo e reale dell'anime. Ma neanche Kotonoha è da meno, una volta trovato il cadavere si appropria della sua testa e dopo averla mostrata a Sekai le apre la pancia per verificare se fosse effettivamente incinta o meno. Ma ormai tutta la storia era partita per la tangente da un pezzo, quindi cosa importa un morto in più o in meno? O che una ragazza vada in barca in compagnia di una testa?

Che dire, per una volta credo sia il caso di considerare il realismo un metro di valutazione di un anime, sebbene anche solo scrivere la cosa risulti piuttosto assurdo. L'anime ha effettivamente dei tratti tipici della società moderna e, se questo avrebbe potuto fargli guadagnare qualche punto, lo perde subito dopo, poiché momenti di realismo sono accompagnati da situazioni davvero ridicole e insensate, caricature di alcuni dei problemi reali della vita quotidiana e non, cosi distanti da noi, come possiamo intuire ogni giorno da notizie giornalistiche.
Se però potete passare sopra una lista di difetti che potremmo tranquillamente allungare parecchio, o siete in cerca di un anime diverso dal solito, allora "School Days" potrebbe meritare una visione.