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6.0/10
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Satoru Fujinuma è un mangaka di ventinove anni tormentato da un triste episodio risalente agli anni delle elementari: la scomparsa di una sua compagna di classe, Kayo Hinazuki. Una sera, un suo caro viene ucciso, ma, grazie al revival, potere di cui è in possesso, che si manifesta (forse) involontariamente, ha la possibilità di rivivere il passato per sventare l'omicidio. Quando si ritrova nel corpo di se stesso bambino, capisce che la scomparsa della piccola Kayo ed il recente assassinio hanno un agente comune e radici ben più profonde. Il suo compito è mettere in salvo entrambe le vittime.

Questa è banalmente la trama di "Boku Dake ga Inai Machi", più conosciuto come "Erased", valutarlo è tutt'altra storia. Considerati il suo boom e l'esaltazione di massa in ogni dove del globo, molti sono incappati nell'errore di definire quest'opera un capolavoro. Sia chiaro, non stiamo parlando di un flop, almeno nell'accezione più severa del termine, dunque sarebbe ingiurioso assistere ad eccessive critiche per un titolo che, nel bene e nel male, si è distinto dal piattume e pattume ricorrente ormai ogni stagione, salvo rari casi. Tuttavia, negare i suoi deprecabili, evidenti e compromettenti difetti, rintracciabili esclusivamente nella caratterizzazione dei personaggi e, in corposa quantità, nella sceneggiatura, è davvero impossibile. Bisogna comunque puntualizzare che questi sono raggruppati nell'ultimo quarto di episodi a disposizione poiché, effettivamente, nei primi tre quarti, si assiste ad un'autentica perla di forma e contenuto.
Si evince, così, che quanto di buono mostrato inizialmente viene gettato alle ortiche repentinamente e la serie, nel complesso, risulta spaccata in due, sfilacciata e superficiale sia nella trama sia nell'affrontare gli elementi della stessa che meriterebbero spiegazione o quantomeno un contesto credibile di contorno.
Il caso più eclatante è, naturalmente, quello dei revival di Satoru. Non si sa né cosa siano o come funzionino, né tantomeno perché e come il protagonista sia in grado di utilizzarli; tramite gli occhi dello spettatore viene palesato soltanto il loro fine e vengono così ridotti a mero strumento narrativo. Si possono trovare mille giustificazioni, ad esempio che siano soltanto una manifestazione del forte desiderio puramente irrazionale del personaggio di cambiare il passato e guarire dal tormento che lo perseguita e che, quindi, in quanto irrazionali, non necessitino di chiarimenti, ma quando si mette piede nella fantascienza è davvero necessario creare un contesto che torni almeno dal punto di vista logico.
Sono comunque più gravi l'approssimativa sceneggiatura degli ultimi episodi e lo scarso approfondimento della psicologia dei personaggi. La prima discriminante è estremamente irritante: dopo aver curato quasi perfettamente i tempi della successione degli avvenimenti della trama, aver calibrato e dosato i momenti di pathos, di punto in bianco tutto si perde. Da una parte gli eventi subiscono un'evidente, brusca accelerata, dall'altra tensione, preoccupazione ed empatia, quest'ultima colonna portante per gran parte della serie, svaniscono nel nulla. E si arriva così, sfruttando come espediente un pessimo skip temporale inserito senza cognizione di causa, ad un finale patetico ed acerbo, privo dell'atmosfera che aveva scandito gran parte della serie e degli stati d'animo che aveva suscitato, volto ad essere politicamente corretto e permeato di banale buonismo. Considerato il delicato tema di fondo, la pedofilia, più in generale il maltrattamento sui bambini, tutto ciò è assolutamente coerente col buon senso comune, ma, fin lì, una delle fortune di "Erased" era stata proprio il saper infierire autentici "pugni nello stomaco" agli spettatori, renderli stizziti e sgomenti di fronte alla brutalità delle azioni e all'apparente immutabilità del fato che trasudava nei fallimenti di Satoru, senza però mai eccedere.
Alla fine ci si ritrova rammaricati per l'Occasione sprecata, volutamente con la "o" maiuscola, quasi inermi di fronte agli sproloqui dell'antagonista. Qui ci si collega alla seconda discriminante di cui sopra, ossia la psicologia dei personaggi. Esclusi i protagonisti, dei quali è possibile osservare speranza e demoralizzazione, gioia e dolore, in una piacevolissima e contemporaneamente disarmante altalena di emozioni, gli altri personaggi rilevanti, Airi e Yashiro su tutti, sono stati accantonati e risultano quindi poco credibili nei comportamenti. In questo modo, l'anime diviene ben presto la storia di Satoru e Hinazuki, del salvatore e della vittima. Degli altri, specie dei poveri malcapitati congedati nel giro di un episodio, emerge ben poco, sebbene sia assai evidente l'intenzione di fornir loro un ruolo di primaria importanza.

Cosa rimane dunque di "Erased"?
Rimangono il coraggio di essersi distaccato dalla monotonia tematica odierna, un comparto tecnico ed una regia per cui non vale neanche la pena spendere parole tanto è eccellente in ogni settore (in particolare, complimenti alla A-1 Pictures), ma, ahimè, soprattutto un incredibile potenziale non concretizzato. Peccato!
Voto: 5,5.