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10.0/10
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Angel Sanctuary è il primo manga che lessi di questa autrice ed è stato uno dei pochi titoli di cui mi sono innamorata seduta stante. Il perché è facile immaginarlo, ma difficile spiegarlo.
Chiunque apra almeno una pagina di questo manga, potrà notare subito il disegno. Molto preciso, ricco di particolari, forse il momento che preferisco, nella carriera artistica di questa mangaka; ogni disegno, ogni piccolo elemento si rende utile alla trama più di quanto si possa immaginare e anche solo pensare a una prima lettura. E, infatti, un consiglio che do a tutti quelli che lo prenderanno in mano, è di rileggerlo più volte. Solo così si riesce veramente a capire quel che è Angel Sanctuary, in ogni sua sfaccettatura.
La trama, il punto forte di quest'opera, se si volesse descrivere in tutti i suoi particolari, espedienti, rimandi e colpi di scena, non potrebbe essere contenuta in una enciclopedia, tanto è complessa; i personaggi sono talmente tanti e legati in un modo così complesso che, a voler creare uno schema di relazioni, non basterebbe una parete.
Tale è Angel Sanctuary.
Si tratta di un manga che tratta temi forti e delicati al contempo, come l'incesto, l'amore omosessuale, la religione, vista in un'ottica completamente diversa da quella che siamo abituati a sorbirci. I cattivi sono davvero i diavoli, e i buoni sono davvero le sfere alte del cielo? All'inizio lo si pensa davvero, ma mentre l'avventura di Sestuna - il protagonista - prosegue, ci si rende conto che non è così semplice rispondere a questa domanda. Perché, buoni o cattivi che siano, tutti i personaggi hanno un perché, un motivo che li ha condotti ad essere quello che sono. E a volte, quando si crede di aver capito come stanno realmente le cose, ecco che tutto viene messo di nuovo in gioco.
I personaggi di questo manga non sono mere marionette mosse dall'autrice, ma sembra quasi di vederli davanti e, alla fine, buoni e cattivi che siano, si finisce per amarli e capirli tutti. Nessuno è lasciato al caso, nessuno è abbandonato a se stesso, ma tutti hanno qualcosa da dirci e da dire. E ci si ritrova a soffrire, ad amare, ad odiare con loro e per loro.
Non è una storia d'amore, questa. Non è una storia di fede, questa. Non è una storia fantastica. E tutto questo messo insieme. Ma anche molto, molto di più.