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La Sposa di Habaek è un manhwa incentrato sulla storia d'amore fra Habaek, una divinità, e Soa, una mortale.
Parliamo prima del "punto forte", del manga: i disegni. Perché "punto forte"? Perché i disegni sono estremamente curati, certe tavole in modo maniacale e sbalorditivo tanto sono ricche; tuttavia questa bellezza dei particolari cade, e perde buona parte del suo fascino, per un semplice fattore: il disegno di base. Spesso e volentieri le proporzioni dei corpi sono sballate e questo dà l'impressione al lettore che i particolari servano unicamente per coprire queste mancanze di base dell'anatomia, cosa che, personalmente, trovo molto fastidiose. Questo si nota anche nelle vesti, ampie e piene di panneggi e fronzoli, che non danno idea del movimento del corpo che c'è sotto, soprattutto dall'addome in giù, facendo così risultare le figure molto statiche e pesanti, ancorate a terra.
È difficile distinguere un personaggio dall'altro, perché si somigliano tutti in quanto l'autrice utilizza sempre lo stesso taglio di occhi, sopracciglia, labbra. Un'altra cosa fastidiosa è che i volti dei personaggi sembrano sempre apatici, inespressivi, anche se l'autrice ogni tanto mette dei chibi per "rimediare".
Gli sfondi e gli elementi d'arredo sono invece molto ben disegnati, un ottimo lavoro da parte degli assistenti.

Passato il punto forte arriviamo al resto: la trama. Quest'ultima è pesante, troppo piena, e l'autrice la infarcisce di flashback senza specificare quando essi iniziano o finiscono, confondendo e stufando il lettore intento a capire la trama, di per sé già complicata perché piena di personaggi, scene ed intrighi.
Quindi per disegni e trama potrebbe valere la regola: tanti fronzoli e (poco o) niente sostanza.

Parliamo dei personaggi: a parte forse un paio di eccezioni, che per altro non sono neanche sufficientemente approfondite, tutti gli altri non hanno caratterizzazione, sono piatti e scialbi, una nebulosa presenza fra i mille decori delle tavole, nulla di più. Soa, la protagonista, è piuttosto malriuscita come personaggio perché l'autrice non è riuscita (o non ha voluto) rendere partecipe il lettore del perché prende certe decisioni, perché fa certe cose e perché ne pensa o dice altre, quando magari nel capitolo precedente aveva affermato l'opposto; sembra lasciata allo sbaraglio.

A onor del vero, c'è da dire che un paio di cose le ho apprezzate di questo manhwa: le bellissime citazioni all'inizio dei volumi, accompagnate da un paio di splendide tavole a colori, e la resa dell'atmosfera magica che circonda la vicenda.
Senza basi solide tuttavia, sia di trama che di personaggi e disegno, e considerando anche la confusione e la pesantezza della storia, non me la sono sentita di dare a quest'opera una sufficienza. Ero indecisa sul dare 4 o 5, ma alla fine ho optato per il voto più alto fra i due. Un vero peccato.