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1.0/10
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''Kaichou wa Maid-sama!'' è un manga di Hiro Fujiwara edito in Italia dalla Planet Manga con il titolo ''Maid - sama. La doppia vita di Misaki''.

Ayuzawa Misaki è la tipica ragazzuola con il complesso dell'uomo bruto e malvagio e della fanciullina dolce ed indifesa. Il suo femminismo la porta a divenire il presidente del comitato studentesco per difendere le poche donzelle presenti nel suo istituto, il quale da poco ha aperto le porte anche al gentil sesso.
Questa, data la situazione piuttosto umile della famiglia, si ritrova a dover cercare un lavoro il quale le permetta di studiare e in egual modo badare alla diroccata casa di famiglia. Il lavoro che trova è come cameriera in un maid cafè nel quale le cameriere devono indossare abiti di servizio ottocenteschi e servire e riverire i clienti chiamandoli ''padrone'' e cose del genere.
L'autrice vuole evidenziare come i due aspetti della vita di Misaki siano contrapposti e di come in entrambi i ruoli Misaki metta notevolmente in mostra il suo carattere e le sue abilità.
Da trama shojo che si rispetti, un ragazzo comunemente definito bello ed affascinante si prende la briga di ricucire dove Misaki crea uno strappo e di seguirla e proteggerla in quanto innamorato di lei. Costui è Usui Takumi, biondo e con gli occhi azzuri a quanto pare.

Il personaggio di Misaki non è banale o scontato, anzi in un qualche modo, pur entrando in una fetta di tipici personaggi, cerca di discendere lo stereotipo e di divenire un personaggio a sé. Non ci riesce ma contribuisce ad una quasi scorrevole lettura della storia, quanto mai banale.
Nelle storie shojo i personaggi maschili che inizialmente si innamorano delle protagoniste vengono caratterizzati dal fare misterioso e dall'essere poco loquace. Usui rientra pienamente nel canone di ragazzo shojo in quanto tutto il suo personaggio è riscontrabile nella banalità e nella superficialità di qualunque altro protagonista di titoli del genere.
Ovviamente il rapporto tra i due sarà di amore-odio, sfociando infine nel più scontato degli epiloghi.
I personaggi secondari che contornano la storia sono ancor meno caratterizzati o approfonditi psicologicamente e le avventure e il susseguirsi di avvenimenti assurdi sono tipici del genere e dell'ambientazione scolastica.

Disegno: il tratto grafico dell'autrice è piatto e tipicamente shojo. Nelle tavole non c'è la minima bellezza e le figure nel tratto dell'autrice sono brutte e sproporzionate, con frequenti prese di posizioni cromatiche di grigio, che rendono difficile la lettura grafica. Sono presenti fin troppi sfondi fioriti e luccicanti, e le figure sono schiacciate e confuse.
Non c'è ricerca nei paesaggi o nell'architettura e si mira essenzialmente in prevalenza ai personaggi che differiscono tra loro solo dai capelli o da particolari come occhiali o fermagli.
Le copertine sono piuttosto banali e pacchiane, piene di fiori e fronzoli, ed in ognuna di esse il personaggio di Usui è incredibilmente sproporzionato ed orrido.
Nel complesso tavole che non esprimono nulla, se non insieme alla storia, tanta voglia di guadagnare soldini disegnando per povere ragazzine incapaci di apprezzare una vera e propria opera fumettistica o quantomeno quando capire se si tratta di fumetto o meno.

Edizione italiana: l'edizione è quella tipica da edicola al costo di 4,30. Essendo da edicola quindi non vanta una sovra copertina, pagine a colori o carta di buona qualità, particolari che parlando della Panini non si ritrovano nemmeno in edizioni di lusso. Ma lasciamo perdere.
Sinceramente l'edizione è buona o quantomeno decente per un fumetto del genere, essendo l'edizione minima, questa gli è toccata.

Impressioni personali: ho conosciuto l'opera tramite l'anime, che poteva ben salvarsi rispetto alla trasposizione cartacea. Essendo l'anime composto da diversi fattori e nonostante si tratti della stessa storia, ho trovato che il manga sia pesante e noioso, notazione data sopratutto dal tratto dell'autrice.
La trama è banale, uguale e specchiante tantissimi altri manga del genere, genere il quale partorisce continuamente gemelli, gemelli e ancora gemelli. Concepisco che il genere sia indirizzato ad un pubblico di ragazze dai frivoli e rosati sogni, ma non concepisco come realmente un adulto possa creare e portare fino in fondo tematiche di questo tipo. Il marciume dato da questo genere, come anche per lo shounen, mi porta sempre a pensare come certe forme d'arte, ed in questo caso il fumetto, siano portate ad uno strato di misera trasposizione grafica, senza pretendere qualcosa di bello, senza compiere l'atto di pensare e creare qualcosa di bello.
Storie come queste sono soltanto di consolazione per una psiche fragile alle diverse difficoltà che si possono trovare crescendo, difficoltà viste da ognuno con una sensibilità diversa ma che in soggetti come questi offusca le capacità critiche e oggettive. Ovviamente argomento da prendere con sarcasmo.
Un manga che, dato il voto conferitogli, non consiglio di leggere. Nel caso qualcuno soffra di depressione cronica da fine primo amore adolescenziale ben venga alla lettura di questa perla terrosa, da pulire e lavare fino al resto dei propri giorni.