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10.0/10
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Neo-liceale teppista di fama viene folgorato dalla studentessa carina di turno, e si iscrive per amore al club di basket che lei tifa. Cliché. Ma ciò che fa di Slam Dunk l'opera indimenticabile che è sta nell'immenso e carismatico ego del rosso protagonista, Hanamichi Sakuragi, che fa ovviamente e letteralmente a pugni con le personalità altrettanto esplosive dei compagni di squadra prima e degli avversari di gioco poi.
Hanamichi è il ragazzo che tutti vorrebbero poter incarnare: spaccone ma dotato, che si ricerca il rispetto in ogni modo e quando non lo trova se lo procura ugualmente, disposto a mettere da parte l'orgoglio solo per riceverne una soddisfazione più grande. Inguaribile testardo, ma anche vero uomo se l'occasione lo richiede. Ed è il ragazzo che tutte le ragazze segretamente sognano di poter avere nella loro scuola: non il belloccio cui fare il filo senza speranza, bensì colui che fa disperare i professori a lezione, ridere e stupire, movimentando la routine di ogni giorno. Accanto a lui, la schiera di personaggi che non hanno nulla da invidiargli quanto ad esuberante personalità cresce di volume in volume, così che se sarà impossibile non provare un moto di irritazione, orgoglio o invidia per lo sfacciato talento di Rukawa, Miyagi o Mitsui e la possente solidità del capitano. Di certo non passeranno inosservate nemmeno le figure di Sendoh, Fukuda, Maki, Kyota, Fujima e molti altri: giungono da licei avversari, ma sono modelli cui rubare le tecniche e ispirarsi, oltre che da sfidare. Autoproclamarsi genio non basta, bisogna dimostrarlo.
I disegni di Inoue sono magistrali, i campi da gioco e le narrazioni delle partite di basket sono da perfezione quasi fotografica. Ed ecco perché da anni ai fan non bastano i trentuno volumi che compongono la serie: Slam Dunk è una storia di tenacia, di pianto per le inevitabili sconfitte sul campo, di spirito di squadra. Puntare verso l'alto, sempre più avanti, e se anche non sapremo vincere un torneo giovanile, nessuno mai potrà cancellare lo smisurato ardore di chi scommette su qualcosa con tutto sé stesso.
Impossibile averne abbastanza.