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Qui non si racconta DI musica, si racconta LA musica.
E' vero che sono rimasta folgorata prima dall'anime che non dal manga, e quest'influenza in genere fa sì che il giudizio sul manga risulti inevitabilmente parziale e derivato. E di fronte all'esuberante anime tratto da quest'opera, di cui taluni riconoscono il pregio e che talaltri amano alla follia, è davvero così facile dire che Nodame Cantabile sia un bel manga? No, non lo è. Il manga è altra cosa; spesso la prima critica che gli viene mossa è che 'manca la musica' e questo non si può affatto obiettare. Un manga è lettura, la musica è udito. Nel caso di Nodame, tuttavia, la componente cartacea rivela l'ingresso in un mondo in cui la musica sembra non esserci, sembra non vibrare. Eppure c'è.
Nodame Cantabile non è l'udito. Del linguaggio musicale ne ritrae piuttosto l'essenza. La musica si riverbera nei vari personaggi in tutte le sue sfaccettature, a partire da quella stessa Nodame che è, per l'appunto, Cantabile: istrionica, umana in ogni sua smorfia, che si presta a trasformare un ordinario attimo di vita in uno movimentato e modulato. Megumi è l'espressione di un suono libero, non imprigionato tra le rigide maglie di un pentagramma a lettura standardizzata. Ed accanto a lei, ogni figura è musica: lo è Mine con la sua instancabile ricerca tesa alla creazione di un'orchestra e del maestoso connubio di anime che un ensemble può sprigionare. Lo sono anche Kiyora, Kikuchi e Kuroki, il cui carisma fonde il talento nei loro rispettivi strumenti. Lo è la solenne esperienza dei Maestri, ed infine lo è Chiaki, il cui prodigioso virtuosismo si incanala in più ambiti, a più voci: vocato alla musica sin da tenera età, concentrato unicamente su questo, eppure per assurdo non ancora disciplinato, non ancora capace di trovare quel suono che faccia risplendere il suo talentuoso animo. Il suono della propria, personalissima musica. Quella che, insieme a Nodame, sarà in grado di far sbocciare anche lui, come nessun altro. La musica è, di fatto, sia il pretesto che il vero strumento per introdurci queste scoppiettanti personalità nella loro vita di adulti.
Il disegno è essenziale e tirato al massimo come nello standard come nello standard dei josei, con appena un'ombra di retini o voluttuosi cuoricini d'atmosfera. Ma se il disegno non colpisce, lo fa la storia al suo posto: è al contempo unica e corale, in costante evoluzione. Lentamente ci lasciamo alle spalle una ragazza che non sa nemmeno leggere uno spartito e detesta cambiarsi d'abito. Eppure, perfino i suoi petali si schiudono, ed arriviamo a conoscere una persona adulta che non vuole venire meno ai compromessi che la vita richiede, che non vuole rinunciare né ai suoi sogni d'amore né alla carriera che tutti deridono e le immaginano preclusa a prescindere.
Proprio in quanto musica, Nodame Cantabile ci narra di passioni sfrenate: la scrittura della propria vita, la ricerca di un senso da dare alla crescita interiore. Quel personalissimo accompagnamento musicale che ogni creatura umana va vibrando, ciascuno nel proprio stile.