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10.0/10
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Quando Tohru conosce il gentile, bello e silenzioso Yuki e lo scorbutico ribelle Kyo, difficilmente può immaginare che i due siano solo i primi di una catena di personaggi persino più affascinanti e misteriosi dei due giovani, tutti legati da una maledizione che li trasforma negli animali dello zodiaco cinese quando vengono abbracciati da una persona del sesso opposto. Detta così, sembrerebbe aprire le porte all'ecchi più sfrenato, mentre invece questo shoujo è quanto di più lontano ci possa essere dal genere. Le situazioni in un certo senso equivoche sono ovviamente all'ordine del giorno e certamente contribuiscono ad attirare il primo sguardo di un lettore magari incerto, eppure al contempo sono solo il lato più superficiale di una storia che non tarda a mostrarsi molto più articolata e profonda di quanto non appaia. D'altronde il manga ha già compiuto 14 anni; non li dimostra, e difficilmente lo farà mai, così come i suoi numerosi personaggi possono ancora ben competere con gli aitanti protagonisti maschili e le procaci donzelle dei manga odierni.
"Fruits Basket" racconta dell'adolescenza e dell'infanzia lacerate da traumi psico-fisici, e della tenerezza con cui gli stessi vengono lentamente sopiti, a partire da un giorno qualsiasi, come una frustata di vento che di colpo può cambiare la direzione di una vita intera. E' un racconto di famiglie e litigi, di carezze e silenzi, di sconcertanti verità e abominevoli paure, di cui veniamo a conoscenza mano a mano che la vita di Tohru si addentra e avviluppa sempre più con quella della famiglia Sohma e dei suoi membri. In questo manga ci sono tante storie quanti personaggi, tanti risvolti quante personalità, ma il motore che le fa girare tutte è solo uno: la conquista di un cuore capace di amare senza riserve, senza legacci. Sembra una storia angosciante, cruda, di opprimente dolore, invece l'osserviamo fiorire attraverso la dolcezza profusa dall'invidiabile disegno della Takaya, che pur con gli accompagnamenti floreali e gli svolazzi consueti del genere non smonta la drammaticità delle vicende, né si perde mai in toni eccessivamente mielati.
Semplicemente, l'avviluppa di tenero e purissimo amore.