logo GamerClick.it

4.0/10
-

Il rilancio da parte della Planet Manga di Tsukasa Hojo con le edizioni deluxe di "Cat's eye" e "City Hunter", ha fatto si che l'editore decidesse di portare anche altre opere dell'autore. Nelle opere etichettate come "minori", molto spesso si nascondono veri e propri gioiellini meritevoli di lettura; tanto da rivelarsi alcune volte superiori persino alle opere definite "principali". Approfittando del ritorno di fama nel nostro paese del mangaka in questione, la Planet Manga ha deciso di riproporre una sua opera minore chiamata "Rash!!", che consta di due soli volumi dal prezzo di 4.50 euro.

La trama presenta tutti i classici stilemi dell'autore; la protagonista Yuki Asaka, è una bella quanto scalmanata dottoressa, la quale ritorna nel suo paese d'origine per prestare servizio nell'ospedale del penitenziario locale. Al suo interno vi lavora il poliziotto Tatsumi, suo amico d'infanzia, il quale è fortemente preoccupato del ritorno a casa della ragazza poiché ella si porta sempre indietro una marea di guai, finendo con il travolgere chi le sta intorno.

Tagliamo la testa al toro, la qualifica di opera minore, affibbiata a "Rash!!", ci sta tutta perché il manga in questione è veramente orribile. Tsukasa Hojo tenta di inserire al suo interno tutti gli ingredienti che portarono "Cat's eye" e soprattutto "City Hunter" ad avere fama e gloria: una donna dolce, ma dal carattere forte e scontroso, un poliziotto amico d'infanzia e una serie di vicende auto-conclusive dai risvolti comici ma con un pizzico di maggiore serietà. Facendo un equazione con le vecchie variabili possiamo dire che: Kaori/Yuki + Utsumi/Tatsumi + una miriade di gag = "Rash!!". Stando al risultato quindi, l'opera dovrebbe essere eccellente, ed invece occorre fortemente dissentire, poiché gli ingredienti usati questa volta dall'autore risultano scadenti, visto che oramai sono triti e ritriti per via di un'evidente scarsità di ispirazione da parte di "Hojo". Non basta replicare i medesimi elementi delle proprie opere di successo per sfornare un'opera buona a livello artistico; bisogna variare il tema e soprattutto avere la capacità di rinnovarsi.
Risulta in modo evidente dall'equazione precedente, come Yuki e Tatsumi altro non siano che spente copie di personaggi di altre opere precedenti, che inseriti in un contesto come quello degli anni '90, risultano essere più vecchi di quanto non lo siano già di loro.
Anche la svolta dell'opera, portata nel secondo volume più verso binari "drammatico-romantici", risulta essere dettata più dal caso che da un'attenta pianificazione. Hojo naviga a vista, il lettore se ne accorge e per "Rash!!" è il capolinea immediato, tanto da concludere l'intera storia con un finale agro-dolce, ma nella sostanza abbastanza aperto nel trovare una risposta ai dilemmi medici di Yuki.

Se sotto il profilo della storia il manga risulta scadente, per lo meno un bel comparto grafico potrebbe far lustrare gli occhi del lettore ed invece, anche qua sono dolori, però precisiamo; il disegno resta sempre sopra la media degli shonen pubblicati in quel periodo, il problema è che si nota in essi un netto regresso rispetto ai soliti standard a cui l'autore ci aveva abituati nella precedente opera.
Le atmosfere sono piatte, anonime e molto lontane dalla poesia urbana delle prime due opere. Gli sfondi sono carini, ma non eccezionali e il foto-realismo dei personaggi, seppur non raggiunga il livello degli ultimi volumi di "City Hunter", risulta degno di menzione anche se è sprecato per un'opera del genere. L'impostazione delle tavole si presenta abbastanza monotona e, anche per questo motivo, la comicità del manga ne risente. Anche in "City Hunter" le gag di Ryo Saeba erano ripetitive (quanti "mokkori" ci siamo dovuti sorbire?), eppure Hojo in quel frangente oltre a variare le situazioni, era riuscito ad azzeccare il tempo comico della battuta dei personaggi.

In conclusione, "Rash!!" è un frullatore di situazioni ed ingredienti delle precedenti opere dell'autore, riproposte indecentemente senza un minimo di variazione o di originalità. Non funziona come serie autoriale poiché l'impostazione ed il target è tutt'altro, non ingrana minimamente come serie d'intrattenimento perché sotto questo punto di vista le prime opere di Tsukasa Hojo risultano essere anni luce avanti. In sostanza un manga scadente e che probabilmente ha avuto anche scarso successo di pubblico in Giappone; poiché si conclude dopo soli due volumi quando in realtà poteva durare molti di più, ma forse è meglio averlo concluso subito ed esserselo lasciato alle spalle sia per l'autore, che per i lettori, i quali vorranno dimenticare in fretta quanto sia caduto in basso un autore come Hojo.