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In un periodo di assestamento, in cui il Giappone passa dall'era dei Samurai all'era moderna, a causa dell'occidentalizzazione del paese, numerosi sono coloro che si oppongono a questo cambiamento e si presenta un'innalzamento del tasso di criminalità mai visto prima. Ma questa è la storia di tre fratelli orfani, che, con il loro amore, fanno del loro meglio per mantenere la calma al lago Biwa, nei pressi di Kyoto, al cui centro sorge la più crudele e ambigua prigione del Giappone: il Gokumonjo. Qui vengono rinchiusi i criminali che si sono macchiati di terribili crimini, i quali devono scontare la loro pena per il resto dei loro giorni.
Il lago Biwa è però coperto dalle nuvole da ormai un decennio, a causa della maledizione di Orochi. Orochi è un serpente immortale che rappresenta la malvagità dell'uomo, capace di manifestarsi come una delle calamità più catastrofiche incontro cui può imbattersi l'umanità. Così, da secoli, Orochi si reincarna sotto forma di essere umano, fino a consumarlo e prenderne il possesso.

La famiglia Kumo, a cui appartengono i tre fratelli Tenka, Soramaru e Chutaro, è tra le possibili ospitanti di Orochi. Ma soltanto Tenka è a conoscenza della maledizione e cerca di tenere all'oscuro i fratelli minori in modo da proteggerli. Ma sarà il suo comportamento a creare le prime tenebre nei cuori dei suoi amati fratelli.

Avendo già apprezzato il fumetto di "Donte ni Wataru" ero ben consapevole che sarebbe stata una visione piacevole. E ammetto che mi ha colpito ancora di più del manga. Sia i disegni che le ambientazioni sono estremamente piacevoli, accompagnati da un buon comparto sonoro e dalle musiche giuste. Ho apprezzato meno l'opening, la cui scelta di una canzone metal non l'ho trovata particolarmente azzeccata. Inoltre i flussi temporali sono stati gestiti molto bene, meglio che nel manga a mio parere, rendendo la storia molto chiara.

Un'animazione veramente di ottima qualità, con una trama molto interessante e apprezzabile anche da chi non è amante del genere. Con una storia d'amore fraterno che non può non commuovere chi la vede.