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7.5/10
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Un anime dal tenue sapore primaverile. Ecco come descrivere in poche parole “Flying Witch”, una serie della stagione primaverile 2016, composta da dodici episodi e classificabile come commedia slice of life. Una storia che racconta di una strega, presentandoci la magia come qualcosa di assolutamente normale e quotidiano. Toni quieti e tranquilli, che accolgono lo spettatore fin da subito e lo fanno sentire a casa.

Makoto Kowata è appena diventata una strega “adulta” e, come tradizione, queste devono lasciare la propria famiglia e andare a vivere da sole. Tuttavia, Makoto è ancora piuttosto inaffidabile e inesperta; per lei il mondo è qualcosa di sconosciuto. Ecco allora che i suoi genitori la mandano da un suo cugino di secondo grado, Kei Kuramoto, e dalla sua famiglia, che la ospiteranno fino a che non si diplomerà alle superiori (quelle dei comuni esseri umani) e non imparerà a cavarsela per conto suo.
Ma immaginiamoci una streghetta un po’ svampita, con uno scarso senso dell’orientamento e un carattere tanto ingenuo quanto solare… Riuscirà facilmente ad ambientarsi in questa nuova esperienza? Chissà, ma una cosa è certa: le risate sono assicurate.

“Flying Witch” è un anime che mi ha colpito profondamente. Non possiede qualità particolari, e la storia non mostra nemmeno una trama chissà quanto spettacolare. E' il semplice racconto della vita quotidiana di un strega, laddove la magia si fonde alla perfezione con i semplici problemi di una quindicenne.
I vari personaggi presentati possiedono caratteristiche basilari e lineari, che ci permettono subito di classificarli e apprezzarli. C’è Kei, il ragazzo tranquillo (fin troppo, alle volte) e pacato; la sorellina di quest’ultimo, Chinatsu, che sprizza energia e allegria da tutti i pori; la simpatica Nao, compagna di classe di Kei e Makoto; la sorellona della protagonista, ovvero quella mina vagante di Akane; e molti altri. Pian piano compaiono tutti, senza fretta o frenesia. Li conosceremo solamente con il passare degli episodi, anche se, è bene dirlo, non offrono poi chissà quale evoluzione o maturazione (non ce n’è bisogno).
Alle volte gli slice of life possono annoiare, lo ammetto. Possiedono delle caratteristiche che definirei “vaporose”. Toni soffusi, lenti, quasi melensi se non vengono sviluppati in maniera adeguata. Tuttavia, almeno in questo caso, si è riusciti a creare un racconto omogeneo, che unisce la tranquillità di un paesino di montagna con la presenza di Makoto, strega novella. Due elementi quasi in contrasto tra loro, che si autoalimentano e compensano i difetti reciproci.

Molto buona la grafica. La J.C. Staff, d’altra parte, ha sempre dimostrato buone qualità e nemmeno questa volta si smentisce. I colori assumono tratti quasi acquarellati, su cui risaltano molto i vari protagonisti. Toni candidi e tranquilli, i quali esprimono alla perfezione la vera essenza di tale serie.
Molto belle anche le musiche. Una colonna sonora sempre adeguata alla situazione, che non rovina, anzi, migliora la partecipazione emotiva dello spettatore nei confronti delle scene narrate. Ma, in generale, il comparto audio ha provato la sua efficienza nel corso di tutti e dodici gli episodi. Ottima la scelta dei doppiatori, tra cui spicca quello di Kei. Il suo timbro pacato e sempre controllato, quasi sensuale alle volte, è a mio avviso l’emblema di “Flying Witch”.

In conclusione, non posso che consigliare a tutti questa serie. Una storia semplice (e preciso di aver utilizzato volutamente questo termine così tante volte nel corso della recensione), che colpisce proprio per la sua semplicità e freschezza. Quando si guarda “Flying Witch” non si può che rilassarsi e godere di quegli attimi così tranquilli e rasserenanti.
Forse ad alcuni potrebbe annoiare, ma credo che le varie gag riescano a colmare alla perfezione il possibile “fattore noia” dato dallo svolgimento lento e tranquillo. Sarò un po’ vecchietto anche io, ma non ho potuto che lasciarmi andare, mentre mi immaginavo su una sedia a dondolo, sospinta dalla brezza primaverile, a osservare i ciliegi in fiore.

Voto finale: 7… E mezzo!