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10.0/10
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Molte opere d'arte, film, serie e romanzi trattano del gioco d'azzardo. Cito l'emblematico "Il giocatore" di Dostoevskij, perché l'ho letto relativamente poco tempo fa e l'ho trovato eccezionale. Paragonare il romanzo del grande scrittore russo a "Kakegurui" non è possibile. Si tratta di mondi diversi, come ambiti artistici, per non parlare del contesto di provenienza. Eppure in "Kakegurui", come nel capolavoro di Dostoevskij, il gioco è un tramite attraverso il quale si parla della vita stessa a un livello molto sottile.

Ho trovato straordinari, sin dal primo episodio, gli esiti narrativi di questo anime. Attraverso una grafica e un character design che non disdegnano un certo gusto che richiama spesso e volentieri all'erotismo (eros e tanathos), i temi trattati giustificano anche questo richiamo alla sensualità (sebbene è impossibile non rilevare anche qualche compiaciuto fanservice, siamo comunque lontani dall'iper-sessualizzazione di "Prison School", siamo in due mondi diversi, anche se si possono fare molti accostamenti tra i due anime).
La protagonista Jabami è sempre sull'orlo dell'abisso, con gli occhi rosso sangue, manifestando un'energia vitale inesauribile. Yumeko Jabami è un personaggio meraviglioso, poiché è da subito chiaro che rappresenti qualcosa di archetipico. E' una persona fuori dal comune, e tutto ciò che toccherà verrà in qualche modo trasformato. E' l'immagine di un'anima aperta all'ignoto, affascinata costantemente dall'ignoto, che, attraverso la conoscenza, svela sempre l'essenza delle persone, tanto da incarnare addirittura il motto "Amor omnia vincit".
Tutto questo attraverso dodici episodi che si vedono tutti d'un fiato. Li ho visti nell'arco di tre giorni, in cui lavoravo, fra l'altro.

Aspetto di vedere la seconda serie, anche se mi pare difficile che potrà eguagliare questa prima. Ma spero di sorprendermi ancora una volta!