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8.0/10
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Spiegare in due parole il successo degli anime a tema idol sarebbe impossibile, e ancor più sarebbe cercare di liquidare con poche righe i motivi che hanno portato "IDOLiSH7" a diventare una delle serie più amate tra quelle di questo genere.

Se è pur vero che questi cantanti giovani e belli non producono sul pubblico occidentale lo stesso, folle, risultato ottenuto su quello giapponese, è indubbio che serie come "Uta no Prince-sama, "Idolm@ster Side M", "Starmyu" o appunto "IDOLiSH7" abbiano in qualche misura conquistato i cuori di tante persone (tutt’al più ragazze e giovani donne) in tutto il mondo.

Il fenomeno anime idol, partito alla ribalta con l’ormai classico "UtaPri", negli anni è cresciuto a dismisura creando un mercato interno di dimensioni pazzesche: non ci si limita infatti alle semplici serie tv, poiché esiste un enorme sottobosco di prodotti quali drama cd, giochi per console o cellulari, cd musicali, video, manga, concerti live e tanto altro. Gli idol insomma sono nella maggior parte dei casi protgonisti di grossi progetti crossmediali che li portano in tutte le forme possibili nei cuori (e nei portafogli) delle loro fan.

"IDOLiSH7" è un ottimo esempio della crossmedialità di cui sopra: nato come gioco mobile ha ricevuto nel tempo diverse incarnazioni, manga, novel, video musicali ecc. L’anime arriva molto più tardi di quanto ci si aspettasse, nell’inverno del 2018 e prosegue per 15 episodi salvo fermarsi per poi riprendere con le ultime due puntate a fine Maggio.
La vendita dei DVD/BD si attesta su ottime cifre fino all’ultimo volume e come apice del successo, i sette idol festeggiano con un concerto live al MetLife Dome di Saitama.

La trama è quanto di più semplice ci si possa aspettare.
La giovane e inesperta Tsumugi Takanashi viene scelta dal padre, capo di un’agenzia di talenti, per selezionare tra un gruppo di sette ragazzi, coloro che saranno destinati a diventare idol. Ma ognuno dei sette bellocci ha caratteristiche uniche e insostituibili e Tsugumi decide di acchiapparli tutti dando vita al progetto IDOLiSH7.
L’anime racconta gli esordi del gruppo e di tutte le difficoltà incontrate lungo la strada per diventare delle vere star.

Partiamo dal presupposto che l'impalcatura di "IDOLiSH7"si basa su quel concetto che è alla base stessa del fenomeno idol: "il nostro scopo è regalare sorrisi e felicità ai nostri fan". Che siano maschili o femminili, gli idol hanno il compito di rendere felice il loro pubblico, di farlo divertire e farlo sentire amato e indispensabile. Non è un caso che questi bei ragazzi siano tutti sorrisi e frasette ruffiane, e non è un caso se il loro mondo sia presentato come una sorta di paradiso in terra atto a curare ogni malessere del nostro animo. In "IDOLiSH7" la fanno quindi da padrone i buoni sentimenti, l’amicizia, il gioco di squadra e l’impegno profuso per conquistare il pubblico. Allo stesso tempo però, e qui sta uno dei meriti della serie, l’anime ci mostra molto palesemente le difficoltà che questi ragazzi incontrano dalla loro nascita come gruppo fino al debutto e all’ottenimento del successo.

Anche altri anime (a tema idol ma anche sportivo o scolastico) trovano il loro punto di forza nelle sfide dei protagonisti verso il raggiungimento del loro obiettivo ma "IDOLiSH7" batte molto su questo tasto, a volte anche in maniera “cattiva”, catapultando i ragazzi in una serie di sfighe e disagi ora credibili ora meno ma che spesso e volentieri sono veicolati dal comportamento dei componenti del gruppo, sostanzialmente degli estranei che si trovano a dover agire e comunicare in perfetta armonia.
Alla serie si potrebbe rimproverare un eccesso di buoni sentimenti e di problemi che si risolvono con la forza dell’amicizia, ma torniamo a quanto detto prima, i sentimenti positivi e i sorrisi sono ciò che fa di un idol… un idol!
I vari drammi dei personaggi sono razionalmente eccessivi, o meglio, sembra impossibile che tante persone con situazione drammatiche si riuniscano nello stesso luogo, ma queste esagerazioni servono a dare background ai protagonisti per poterli porre sempre più a ragione sulla scalata verso il riscatto. In realtà poi non tutti i personaggi vivono situazioni particolarmente disagiate, alcuni di essi sono semplicemente vittime del loro carattere e dei loro difetti.

Ciò ci porta all’altro punto di forza di questa serie, ossia i suoi protagonisti. I nostri eroi sono ovviamente belli e ancora di più lo sono se vediamo le illustrazioni di Arina Tanemura, creatrice del character design originale, senza contare che, com’è giusto che sia, sia a livello estetico che caratteriale i sette riflettono un dato stereotipo capace di accontentare la popolazione mondiale. Abbiamo il tipo carino, quello elegante, quello puccioso, quello più macho, quello più selvaggio, quello dall’aria nobile e composta e quello maturo e affidabile. In realtà però queste caratteristiche rispecchiano solo l’apparenza dei ragazzi o comunque una parte di loro, ciò che mostrano a primo impatto ma che si mescola nelle sfumature dei loro caratteri. Gli IDOLiSH7 sono un gruppo di ragazzi sostanzialmente ancora immaturi e incapaci di relazionarsi al meglio gli uni agli altri, sono mostrati come giovani tutto sommato credibili nei loro atteggiamenti ora infantili ora maturi, ma soprattutto svelano senza troppi problemi i loro difetti, il che li rende parecchio simpatici e dà vita a tantissime scenette divertenti e memorabili. Lo stereotipo quindi c’è ma mischiandosi a quel pizzico di inaspettato rende le cose sempre interessanti.

Consideriamo poi, che al contrario delle serie nate da reverse harem, in "IDOLiSH7" non esiste nessun sentimento d’amore verso la protagonista femminile, che si limita a fare il suo lavoro da manager e a incoraggiare i ragazzi con professionalità, amore verso il gruppo e la sua musica. Tutto ciò rende, ovviamente, Tsugumi molto più apprezzabile (o tollerabile, se preferite) di una certa Haruka…
Il nostro gruppetto di bellocci ha inoltre dei rivali altrettanto interessanti, i già navigati TRIGGER, un terzetto di successo le cui vicende si intrecceranno inevitabilmente con quelle dei giovani rivali. Anche in questo caso, pur avendo per forza di cose meno spazio, i personaggi svolgono il loro compito perfettamente, finendo addirittura per farsi amare quanto i protagonisti (dopotutto la stessa cosa era successa con i Quartet Night di "UtaPri").

La serie mantiene uno standard qualitativo abbastanza buono per tutta la sua durata anche se trovo il chara decisamente peggiorato rispetto all’originale della Tanemura. Di contro poi ci sono i vari balletti realizzati in computer graphic sono un doloroso pugno in un occhio, con i personaggi che sembrano bambolotti usciti da un film horror grottesco. Altro difetto estetico che non posso fare a meno di annotare è il pessimo abbigliamento dei personaggi soprattutto (ma non solo) durante le performance sul palco. Mi è bastato vedere un "Johnny’s Countdown" per appurare che anche gli idol della vita reale si vestono (o sono costretti a farlo) in un modo pauroso ma gli IDOLiSH7 e i TRIGGER fanno a gara di pacchianate, basti vedere gli abiti indossati nelle sigle di apertura e chiusura.
Il comparto sonoro è ovviamente buono, dopotutto parliamo di una serie a tema musicale, con ottime opening ed ending e insert song notevoli quali la bella "Memories Melodies" o la splendida "Ame". Ovviamente la qualità del comparto sonoro è riferita a ciò che è la musica da idol, ovvero canzoni pop senza troppe pretese.

L’ultimo ma non meno importante punto di forza della serie è il doppiaggio, elemento determinante per la fortuna di serie di questo genere. Grazie a un mix di veterani e giovani talenti ormai affermati, ogni personaggio di "IDOLiSH7" ha la voce che più gli si addice, senza contare che molti dei doppiatori presenti hanno già partecipato a progetti a tema idol (Tsubasa Yonaga in "UtaPri" e come parte dei Trignal, Kensho Ono in "Starmyu", KENN in "Tsukiuta", Takuya Eguchi nei Trignal, Toshiki Masuda in "B-project" e via dicendo) portando così sul campo, e anche dal vivo, la loro esperienza.

"IDOLiSH7" è nel suo genere una serie priva di grossi difetti, che si fa seguire con interesse crescente dall’inizio fino alla fine, che diverte, coinvolge e fa affezionare ai suoi personaggi (da fedele fan dei principini di "UtaPri" non avrei mai pensato di affezionarmi tanto a un’altra serie di questo tipo).
Chi non ama il genere non avrà grandi motivazioni per avvicinarsi a quest'opera ma mettendo da parte il pregiudizio potrebbe ritrovarsi a godere di una serie ben fatta e che sa intrattenere nel modo giusto. Il finale di stagione ha lasciato intuire un prosieguo che è stato effettivamente confermato di recente, dopotutto sarebbe stato assurdo non cavalcare l’onda del successo, dovuto anche e soprattutto al gioco per cellulari che ha ormai superato i due milioni di download ed è giunto al terzo anno di vita.
Ora non ci resta che aspettare la prossima serie, sperando di ritrovare i nostri sette eroi più maturi e determinati di prima ma sempre accompagnati dal loro fare tenero e divertente e dalle nuove sfide che li attendono.
Siamo pronti ad accoglierli a braccia aperte (e con il portafoglio svuotato).

"We are S, E, V, E, N"
"We can make it, only dream!"