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È la punta di diamante della serie "Monogatari", una trilogia che fa da prequel e adatta la novel uscita dopo "Bakemonogatari".
Iniziamo sul quesito più comune, ovvero quando guardarla. "Kizumonogatari" è l'unica serie che teoricamente potreste guardare quando meglio credete, poiché è di fatto un prequel, ma l'ideale potrebbe essere seguire l'ordine di uscita delle novel, ovvero vederla dopo "Bakemonogatari" e prima di "Nisemonogatari".
I tre film sono usciti a distanza di anni, e comunque in contemporanea con il rilascio di "Owarimonogatari" e poi "Zoku Owarimonogatari", quindi a fine della serie: viene da sé che quindi chi seguiva in contemporanea l'ha vista inevitabilmente verso la fine, ma questo non rivoluzionerà l'esperienza, renderà forse solo più complesso capire delle sfumature del rapporto Shinobu/Araragi e il continuo chiedersi cosa diamine sia successo in quella Golden Week.

Storia: 10+
Nisioisin ha un modo tutto suo di raccontare le storie, e questo potrebbe anche non piacere; io semplicemente le trovo sublimi, e nel descriverle fornirò anche qualche mia chiave di lettura personale.
Araragi Koyomi è un liceale asociale che crede che l'amicizia sia solo un qualcosa che renda più deboli. In un periodo di vacanze conosce una ragazza, Hanekawa Tsubasa, che con la sua insistenza e invadenza gli farà cambiare idea sul valore dei rapporti interpersonali; al contempo però Araragi sperimenta una sensazione mai provata, ovvero inizia a provare desiderio sessuale, corre a comprare riviste osé e di tutta fretta corre a casa. Il suo incontrare per la prima volta questo impeto sessuale lo porta a incontrare l'anomalia Kiss Shot, una vampira che è morente, e con i quattro arti amputati e sanguinanti. Perché è amputata? Tre specialisti, o meglio tre capisaldi e convinzioni morali, l'hanno tenuta a bada: Araragi mette in dubbio la moralità della masturbazione e del desiderio sessuale e passionale, dell'amore più puro e ancestrale, e guarda caso uno tra questi specialisti usa come arma una croce gigante. Insomma, Araragi decide di salvare la vampira e quindi di mettersi contro i tre specialisti, per darle i pieni poteri, insomma Araragi arriverà a farsi travolgere dalla storia passionale con Tsubasa, però nel finale vedremo come una storia simile non può durare, Koyomi matura e prende la sua decisione.

Attenzione: il seguente paragrafo contiene spoiler

Koyomi di fatto accetta questa anomalia, ovvero accetta il desiderio sessuale e passionale, l'amore nella sua forma più ancestrale, e non vuole eliminarla da sé, ma al contempo impara a padroneggiarla e a ridimensionarla (Shinobu diviene bambina); questo porta poi Araragi a capire che la relazione con Tsubasa non era nulla di più che sesso, tronca la relazione e, come vedremo poi, Hanekawa, che voleva qualcosa di più, ci rimane male, e in seguito porterà a tutte le conseguenze del fatto.
Finora ho dato la mia chiave di lettura, ma il punto è che, anche senza interpretazione, nella sua allegoria rimane comunque una storia avvincente e divinamente bella.

Fine parte contenente spoiler

Personaggi: 10+
La storia si basa interamente su un lavoro di introspezione psicologica di cui la storia stessa ne è allegoria. Devo aggiungere altro?

Comparto tecnico: 10+++
Lo stile è sperimentale, quindi potrebbe anche non piacere, ma la cura nelle animazioni e nel disegno, e in generale la cura nel confezionamento del prodotto, mi hanno lasciato semplicemente senza parole, il tutto ovviamente accompagnato da OST magnifiche.

Conclusione: 10+
"Monogatari" è una serie che non è assolutamente per bambini, sia per l'aspetto sessuale sia per la sua struttura a dialoghi, che la renderebbe veramente barbosa per un bambino. Diciamo che indicativamente non la consiglierei neppure a un ragazzo sotto i sedici anni, perché è probabile che non riesca a capirla interamente; non è detto, ma probabilmente a quell'età si ha l'attenzione e l'interesse volto ad altro. Per essere pienamente apprezzata, "Monogatari" non va vista passivamente, ma cercando di scovarne il senso e l'allegoria, tuttavia credo che possa avere anche una buona parte di pubblico che ne è attratta per lo stile e per il modo originale di raccontare una storia; insomma, è un prodotto che può anche essere apprezzato senza che sia pienamente compreso (io stesso sento di non averne afferrato pienamente il senso), tuttavia richiede sicuramente un minimo di lavoro attivo.