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Sono particolarmente legato a «Crying Freeman» perché è stato uno dei primi manga che ho seguito - insieme a «Spriggan» - nell'edizione Granata. Si tratta sicuramente di un'ottima Crime-Story, almeno nella sua parte iniziale, il cui punto di forza sta nella miscela di violenza, sangue, erotismo, sessualità esibita, che trasuda dalle sue pagine, ottimamente realizzate da Ryoichi Ikegami in un chiaro-scuro di grande impatto emotivo. La storia di Yu Hinomura ed Emu Hino è un vero e proprio faro che dà luce e forza all'intero manga. Lo scontro violentissimo fra la Yakuza e la potente organizzazione dei 101 Dragoni è per molte pagine davvero molto interessante.

E' un bel manga. Che incatena alla pagina, almeno per i primi tre volumi. Dopo, il giro del mondo fra criminali e mercenari africani e complotti delle mafie russe che coinvolge Yu non riesce mai a ritrovare l'efficacia iniziale. Soprattutto lo sceneggiatore non riesce a realizzare avversari credibili dotati di una loro personalità, si perde in stereotipazioni che scompaiono una volta girata la pagina... e la storia inizia a trascinarsi con il fiato sempre più corto.
Da segnalare come l'adattamento animato, in una serie OAV, sia davvero deludente. Sia sotto il profilo grafico - troppo altalenante - che quello della trama, esaltando i problemi del manga.