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Un villaggio misterioso, il fascino degli immortali, la dannazione dell'eternità. Torna il capolavoro di Moto Hagio in una nuova, pregevole edizione.

La riscoperta dello shojo manga classico da parte dell’editore J-Pop Manga inizia poco più di un anno fa con la pubblicazione de Il poema del vento e degli alberi. Conclusasi l’opera della Takemiya, si passa a Moto Hagio, collega della sensei all’interno del cosiddetto gruppo ’24, collettivo di autrici che rivoluzionò il mondo dello shojo manga arricchendolo di nuovi generi e tematiche.

Il primo manga della "Moto Hagio Collection" è Il cuore di Thomas, dramma sentimentale dai toni shonen-ai pubblicato in un unico, corposo volume. Subito dopo è la volta di quella che è forse l’opera più famosa della Hagio, almeno per i lettori italiani che ne avevano goduto già anni prima, in una precedente edizione: si tratta de "Il clan dei Poe" (Poe no Ichizoku).

La saga familiare dei Poe si snoda nel corso dei secoli, ponendo al centro la sempre affascinante figura del vampiro, in un’ottica romantica e pregna di dramma umano. Iniziato nel 1972, il manga venne portato avanti per diversi anni, proponendo una serie di capitoli auto-conclusivi volti a narrare gli incontri, gli addii, le emozioni e le sofferenze dei membri del clan Poe.
J-Pop Manga propone l’opera della Hagio in due corposi volumi di gran pregio.

Edgar e la sorellina Marybell vengono abbandonati in una foresta nebbiosa per poi essere tratti in salvo dall’anziana Hannah, membro del "Clan dei Poe". Gli anni trascorrono serenamente, almeno fin quando il piccolo Edgar non scopre l’inquietante verità che si cela dietro la sua nuova famiglia: i Poe non sono umani ma esseri immortali conosciuti come "vampanella". Dopo aver ricevuto il morso del capostipite, Edgar inizia la sua vita come membro del clan dei Poe, sfiorando la follia e provando sulla sua stessa pelle il dolore e la sofferenza provocati da un’esistenza eterna. Presa coscienza della propria condizione, il ragazzo allontana la sorella per cercare di metterla in salvo, ma il destino vuole che i due si ritrovino e che anche Marybell divenga un vampanella del clan dei Poe. Anni dopo i due incontreranno il giovane Allan e anch’egli si unirà al clan.
In un continuo susseguirsi di incontri, scontri, abbandoni e ricongiungimenti, i tre ragazzi percorrono un infinito cammino lungo la dolorosa strada dell’immortalità.

«C’era una fanciulla dai diafani capelli argentati. Dio vide quella strabiliante bellezza e fermò il tempo della fanciulla. Così, la fanciulla, anche l’indomani e il giorno seguente, e quello dopo ancora… con i suoi capelli argentati mossi dal vento… vive un’esistenza perpetua. »

La giovane e graziosa Marybell rappresenta meglio di chiunque altro l’ideale di giovinezza eterna, di bellezza che non sfiorisce e resta tale nel corso dei secoli. Amata da tutti, e in particolar modo dal fratello, Marybell è il centro della vita e delle azioni di Edgar. Il rapporto che unisce i tre ragazzi è profondo e contorto in virtù della condizione unica in cui essi versano.
Paradossalmente, il tempo immobile dei vampanella contrasta con l'andare avanti delle loro vite, con un’esistenza votata all’immobilità ma succube per forza di cose del cambiamento. I Poe non crescono, non invecchiano, ma il mondo attorno a loro continua a girare, a progredire e a offrire continue occasioni di incontro e scambio con gli esseri umani. In barba ad un tempo biologico che non scorre, Edgar, Marybell e Allan crescono come persone nell’incontro con l’altro, provano nuovi desideri e si innamorano a discapito di un destino che non permette loro di tenere accanto a sé quelle persone.

Il viaggio attraverso l’Europa dei giovani Poe è segnato dunque dal contrasto, dall’impossibilità di unirsi agli esseri umani ma al contempo dal segno lasciato in ognuno di essi dopo il loro incontro. Se è vero che il manga racconta la saga familiare dei Poe, in qualche modo questo clan si allarga, accogliendo in senso lato tutte quelle persone toccate dai vampanella e poi ricongiuntesi ad essi nel corso degli anni, come a voler creare un grande albero genealogico. La storia dei Poe non è solo quella di Edgar, Allan e Marybell, ma anche di tutti coloro che, attratti dalla loro eterea bellezza e dal loro fascino quasi mistico, hanno accolto nelle loro vite, nel bene e nel male, un pezzo dei Poe, assaporando di sfuggita il gusto amaro della loro immortalità.

La narrazione della Hagio è coinvolgente e dinamica, ma alterna momenti rilassati e sereni ad altri più inquietanti e carichi di tensione. Alcuni capitoli sembrano più riusciti di altri, poiché più capaci di scavare nell’intimo dei suoi protagonisti senza bisogno di utilizzare troppe pagine. La capacità espressiva e narrativa della mangaka è immensa, ed il coinvolgimento del lettore nelle vicende, inevitabile. Il velo di shonen-ai che copre l’opera è invero maggiormente assoggettato ad una concezione più ampia dell’amore e dei rapporti, in una prospettiva che non tiene esclusivamente conto del genere o del sangue, quanto più dei legami che si creano in seguito alle interazioni di queste creature senza tempo, e quindi avulse da principi e contesti meramente umani.

Alla fine dei volumi troviamo una cronologia utile a mettere in ordine la sequenza dei capitoli, i quali sono pubblicati invece in ordine sparso, così come accaduto in patria durante la serializzazione. Una struttura narrativa non lineare in senso cronologico è una scelta interessante, poiché saltando avanti e indietro nel tempo da un capitolo all’altro, diventano più evidenti i diversi modi di essere dei protagonisti in tempi differenti. Inoltre, la non linearità rende accattivante per il lettore la ricostruzione di questa grande saga familiare.

I disegni della Hagio sono incredibilmente belli, i suoi personaggi tratteggiati in un modo tanto affascinante da permetterci di cogliere attraverso le pagine del fumetto quella stessa aura di mistero e bellezza che attrae chiunque incontri i Poe. Le tavole sono piene, dettagliate e sempre ben ordinate, anche nei momenti più drammatici o concitati. Il melodramma della narrazione si esprime anche nel disegno, attraverso pose e movimenti pomposi che tuttavia mai appaiono esagerati. L'autrice ricrea perfettamente atmosfere ombrose e nebbiose o solari e vivaci, rende i suoi personaggi espressivi e cura moltissimo i dettagli dell’abbigliamento e delle acconciature. È una storia che parla spesso tramite gli sguardi dei suoi protagonisti, i quali ne rivelano intenzioni e pensieri.

Contrariamente a quanto avvenuto con Il poema del vento e degli alberi, e successivamente con Verso la terra, come già visto ne Il cuore di Thomas la Moto Hagio Collection ha un grande formato 15x21, 385 pagine per il primo volume e 480 per il secondo al prezzo di 15 euro cadauno. In quanto collection dedicata alla mangaka, anche lo stile delle cover segue quello già visto in Thomas, utilizzando stavolta i toni del rosso; in attesa delle successive pubblicazioni della Hagio, l’esposizione ravvicinata dei 3 volumi finora disponibili, crea un effetto estetico molto elegante. Il volume è impaginato ottimamente, comodo da sfogliare ma robusto, privo di refusi ed errori e palesemente lavorato con estrema cura. Oltre alla presenza di varie pagine a colori tra i capitoli, in fondo ad ogni volume troviamo delle splendide gallery. Il prezzo si dimostra quindi assolutamente proporzionato al confezionamento dell’opera.

"Il clan dei Poe" è una pietra miliare dello shojo manga, una storia che andrebbe letta da ogni appassionato del genere ma non solo; si tratta di un’opera che va oltre il concetto di genere e target e regala intense emozioni a chiunque. Lo shojo moderno è qualcosa di profondamente diverso, non necessariamente migliore o peggiore, ma certamente questo manga ha un fascino e una potenza narrativa che difficilmente riusciremmo a trovare oggi, motivo per cui il recupero di questi classici è un’operazione meritevole di attenzione da parte di ogni appassionato che si ritenga tale.

"Il clan dei Poe" racconta di solitudine e tristezza, di fugaci momenti d’amore e di continue lotte per affermare la propria esistenza nonostante tutto. Il dono dell’immortalità è in realtà una condanna che porta dolore e sofferenza, in un continuo vagare senza mai potersi fermare, in bilico tra l’essere e il non essere.
Perché esistono i vampanella in un mondo non a loro misura? Provengono dal cielo, dagli inferi o da un altro universo? Come continuerà la storia del clan Poe? Quale sarà la prossima tappa di Edgar? Il manga non dà risposte e si chiude lasciandoci con un senso di nostalgica malinconia, con l’idea che i Poe siano ancora oggi su questa terra e proseguano instancabilmente nel loro vagare.