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8.5/10
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Serie incominciata per caso che mi ha molto colpito, non tanto per le animazioni che sono mediocri, specialmente nella seconda stagione, ma quanto per l'atmosfera e la trama.

Il tema principale è quello dei videogiochi che fa da collante tra i vari personaggi. Ci troviamo in un Giappone degli anni '90 in cui il mercato videoludico e delle sale da gioco è in uno dei suoi periodi più floridi. Ciò comporta numerosi riferimenti a celebri saghe di videogiochi e a console. Ho apprezzato, infatti, che la coscienza dei protagonisti prendesse la forma dei personaggi famosi di Street Fighter, che, con le loro sfaccettature e caratterizzazioni, interagivano tra di loro e con i vari personaggi.
Parlando proprio di personaggi non ce ne sono molti e quelli veramente approfonditi, a essere buoni, sono soltanto due, ovvero quelli su cui ruota tutta la storia. Nonostante ciò ho apprezzato le varie caratteristiche che riuscivano a trasmettere e il modo genuino in cui i vari personaggi interagivano tra di loro. Infatti i ragazzi si comportavano come tali, trasmettendo le loro incertezze, rivalità e sentimenti, senza mai risultare banali e scontati, e, specialmente, comportandosi come dei ragazzi quali erano.

La storia è molto semplice e carina da seguire e non penso abbia dei fini critici verso qualcosa in particolare (forse solo la contrapposizione tra la famiglia di Haruo e di Akira). È una semplice storia che parla di un momento di vita di due ragazzi, appassionati di videogiochi.
Ne consiglio la visione.