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Premesso che l'arco di "Aincrad" mi era anche parecchio piaciuto a suo tempo, e che quindi non sono affatto un hater di "Sword Art Online" a prescindere, questo arco iniziale di "Alicization" mi ha lasciato senza parole, in negativo. Non so cosa sia peggiore tra le cose che ti trasmette: lo schifo per determinate forzature, la vergogna per l'inutile quantità di sangue e violenze gratuite a cui si assiste, oppure il rammarico di aver anche solo sprecato del tempo per guardarlo.

Non è possibile difendere una serie che oramai ha fatto dello stupro l'unico elemento che lega a livello di narrazione ogni storia raccontata. Non sta né in cielo né in terra utilizzare come metri di paragone serie come "Berserk" o il più recente "Goblin Slayer"; in entrambi i casi si parla di storie dark fantasy che attingono fin da subito all'universo horror o ad immagini disturbanti. "Sword Art Online" era nata come light novel per ragazzi in cui il protagonista rimane intrappolato in un videogioco, come diavolo siamo finiti a buttarci dentro gente che viene mutilata, sbudellata, dissanguata o torturata ogni tre per due?

La risposta purtroppo secondo me la si può trovare nel fatto che la storia ha perso anche la più blanda parvenza di intensità o profondità nel momento in cui Kirito ha sconfitto Heatcliff con venticinque piani di anticipo, per cui da allora Kawahara, non potendo più fare affidamento sul "chiunque può morire per sempre in qualsiasi momento", ha dovuto prendere in prestito temi e situazioni che non hanno nulla a che vedere con il tipo di storia che si stava raccontando in origine, al fine di renderla apparentemente più "adulta" e accattivante, nell'ordine: incesto, disturbo post-traumatico, malattia terminale, distopia.

La cosa in sé non mi darebbe fastidio, se solo il pubblico non dimostrasse di apprezzare questi penosi tentativi di rendere più profonda una storia, ma nel momento in cui leggi in giro che "Alicization è il miglior arco" oppure "Sword Art Online è proprio migliorato, adesso sì che è bello", e poi ti ritrovi davanti ad episodi aberranti sia per scrittura che per contenuti, come "Administrator" e soprattutto il vergognoso "L'indice dei tabù", capisci che hanno pure ragione a far così, e che come diceva un certo youtuber a suo tempo: "Gli anime sono una cosa bella".

Io dico soltanto che nessuno sano di mente si sarebbe anche solo sognato di disegnare il cacciatore mentre stuprava il cadavere della madre cerbiatta in "Bambi", mentre con questo arco narrativo "Sword Art Online" è riuscito ad andare ben oltre quel livello di fuori posto e fuori contesto. Tutto lì.