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In questo 2020, incredibilmente ci è stata regalata un'opera ispirata ai libri di Arthur Conan Doyle. Stavolta però non si ha la prospettiva del solito Sherlock Holmes, ma di un personaggio di solito messo dietro le quinte, cioè il professor Moriarty.

Ma chi è Moriarty? Nelle opere di Doyle viene descritto come un uomo intelligente ed estremamente astuto che dedica la sua vita al crimine in una Londra vittoriana segnata da continui misteri e atrocità. Nell'anime viene rappresentato come un talentuoso matematico che lavora in una università, così bravo da riuscire a spiegare argomenti complessi in modo intuitivo anche alla plebaglia comune. Inoltre ne viene descritto un ipotetico passato, in modo tale da dare allo spettatore la possibilità di poterlo inquadrare meglio psicologicamente e di dar logica alle sue efferate azioni. Inoltre è anche un consulente del crimine, cioè aiuta le persone a risolvere i loro problemi, vendicandosi al posto loro o lasciando ai clienti stessi la possibilità di compiere il fatidico gesto. Quest'ultima è, diciamo, la parte investigativa, però dalla parte del criminali, che rende l'opera interessante da vedere, almeno fin quando non entra in gioco la prospettiva di Sherlock e il suo interesse nel voler catturare questo incredibile genio del male.

Sbavature a parte, l'atmosfera pesante e crudele dell'opera viene rappresentata egregiamente dalle ottime animazioni dello studio A1 Pictures e dall'uso di un colore intenso ma mai invasivo. Questo per lasciare l'idea di una società fondata sulla classe sociale e sul fatto che i nobili possano, con le dovute precauzioni, manipolare e usare le loro vittime senza essere denunciati o arrestati. Per il resto, questa panoramica del passato si dimostra invece essere piuttosto spoglia rispetto a quanto viene detto a inizio opera, ed è un peccato, perché è anche questo uno dei risvolti positivi di queste trame fondate sulla visione misteriosa di ciò che è ormai anteriore al nostro tempo.

Con lo scorrere degli episodi si darà sempre più attenzione ai dettagli piuttosto che alle atmosfere cupe, ma questo non penalizza l'animazione dell'opera. Inoltre, anche i personaggi si presentano curati e di bell'aspetto, e riescono a integrarsi bene con il contesto dell'opera, anche se alcuni si presentano fin troppo superficiali nel carattere. La serie quindi ha tutte le caratteristiche per poter essere interessante visivamente.

Parlare nel dettaglio dei personaggi, scoprire la loro storia e il loro passato o semplicemente scrivere qualche frase sulle motivazioni delle loro azioni non serve. Questo perché sarà lo spettatore a scoprirlo, visto che la trama è focalizzata su questi elementi piuttosto che su altri; penso che per una recensione bastino solamente le informazioni dette precedentemente. Per quanto riguarda invece la componente investigativa, posso dire che è intrigante e chiara da comprendere al punto giusto, né peggiora né migliora. Più avanti le cose si faranno un tantino più complicate e non sempre si manifesteranno in modo credibile. Ciononostante, l'attenzione si manterrà costante e la voglia di continuare a vederlo abbastanza alta.

Con una regia ottimale e una sceneggiatura decente, abbiamo però il classico finale che non risolve nulla. Non vi aspettate quindi una visione paragonabile ad una lettura completa di un libro di Doyle. Dopo averlo visto, scegliete voi se continuare con il manga oppure aspettare una futura seconda stagione. L'anime non fa impazzire, ma sicuramente è un buon prodotto da seguire. Se volete una serie intrigante, abbastanza presentabile e facile da comprendere (tipo "Black Butler"), allora questo fa per voi.