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Un prodotto a prima vista sicuramente interessante, questo “Wonder Egg Priority”.
Ho iniziato a vederlo specialmente per la qualità grafica, in particolar modo per quanto riguarda le animazioni, ma partiamo dalla trama.

Attenzione: la seguente parte contiene spoiler

Una sera (non si sa bene come) la nostra protagonista che soffre di eterocromia fa un viaggio psichedelico alla “Alice nel paese delle meraviglie”: cadendo dentro a un buco in un albero, parla con creature mistiche che gli propongono di poter realizzare un desiderio. Svegliandosi di soprassalto, pensa che si sia trattato di un semplice sogno, ma la sera, tornando nello stesso posto, fa la conoscenza di questi esseri che le hanno parlato; da qui parte la trama, la protagonista (Ai), per voler riportare in vita una sua amica suicidatasi, dovrà aprire queste wonder egg, che contengono anime di ragazze che si sono ammazzate a loro volta. Salvandole dai loro traumi, potrà riuscire nel suo intendo e far tornare alla vita Koito-chan.

La premessa è molto da “Ok, che cavolo sto guardando?”, i primi episodi ero letteralmente così, incantato dalle animazioni, e schifato dalla trama senza un apparente senso. Gli episodi scorrono tutti identici, bene o male, scopriamo che ci sono altre ragazze che rischiano la vita in questo mondo parallelo per riportare in vita amiche che si sono suicidate, e bene o male si continua così, dritti filati all’episodio 11/12. L’episodio 11 in particolare possiede tutta la trama della serie. Ve la riassumo velocemente: i due bambolotti (quelli che introducono Ai e le amiche a rompere le uova e tutto il resto) rivelano di essere degli scienziati, che in passato hanno creato una bambina artificiale così, letteralmente perché non avevano nulla da fare; questa bambina poi non è una semplice umana, ma un robot senziente con un’intelligenza artificiale da paura, tanto che prova emozioni come odio, paura e amore. I due scienziati incontrano poi una donna che si sposerà e avrà una figlia con uno di essi; la bambina, però, si ingelosisce di brutto, quando scopre che la donna è incinta e che quindi le attenzioni di uno dei due papà verranno sempre meno. Decide così di ammazzare brutalmente la donna incinta. Da qui le cose iniziano ad andare a catafascio. La bimba robot viene letteralmente rinchiusa viva per una cosa come quattordici/quindici anni dentro un buco in terra, senza nemmeno disattivarla: ricordando che questa bambina prova emozioni umane, ed essendo un robot è immortale, hanno torturato una bambina per una quindicina di anni senza rimorsi. Questo lo sappiamo perché la figlia della donna incinta è sopravvissuta e, quando ci dice che va alle medie in una scena, in quella dopo la vediamo morta suicida nella vasca. Capiamo che la bimba robot ha ammazzato questa poveraccia, non si sa bene come, forse collegandosi con la mente, ma tanto non verrà spiegato. Qui si capirà che tutte le ragazze che si sono ammazzate e che si trovano nelle uova sono morte per colpa di questa bambina robot che le convince ad uccidersi in qualche modo.

I problemi di questa trama sono essenzialmente questi: primo, per quale assurdo motivo degli scienziati che possiedono una tecnologia tale creano per gioco una bambina con emozioni, mega-intelligente ecc. senza inserirle le basiche tre leggi della robotica? Non si sa, questi due giocano a fare Dio e non adottano nessuna contromisura nel caso; non so, sarebbe bastato anche un pulsantino di reset o cancellazione memoria, ma niente, questo robot fa quello che gli pare e loro sono inermi. Senza contare che tutto questo ‘mappazzone’ della bambina robot ci viene raccontato con una premessa: i due scienziati lavorano a un progetto così importante (questa bambina, si presume), che vengono monitorati dal governo ventiquattr’ore su ventiquattro. Sapendo questo, però, gli scienziati si sono portati un progetto governativo a casa, per giocare alla famiglia, hanno permesso a questa di ammazzare una donna incinta, e il governo non fa nulla... boh.
Il secondo problema è che questa trama arriva troppo tardi, e onestamente sembra veramente forzata, a parte il fatto che la bambina in questione non viene battuta, sconfitta o fatta tornare buona, perché l’ultimo episodio è incentrato su Ai che incontra una altra versione di sé suicida, e che, tramite una crescita personale, riesce a ridare fiducia a sé stessa e a farla pentire di essersi ammazzata.

Tutto questo ‘mappazzone’, però, è per dirvi che l’anime in dodici episodi non si conclude, c'è infatti uno special da un’ora circa, il quale poteva aggiustare i casini della serie, ma non ci è riuscito, anzi, dopo mesi di attesa per questo episodio speciale, è stato proposto con venti minuti di recap e altri venti di trama nuova, che ha fatto solo più confusione, ignorando completamente i problemi e i fatti degli ultimi episodi.

Come riflessione finale, onestamente non consiglio “Wonder Egg Priority”, se non per il comparto grafico, che è stupefacente; i temi trattati inizialmente del bullismo e del suicidio sembrano essere il punto focale della trama, ma poi vira sulla fantascienza più totale, non facendo più riflettere sulla società che può portare al suicidio, ma dando la colpa a un robot così geloso, da decidere di ammazzare tutte le ragazze delle medie che gli capitano sotto tiro. L'episodio speciale poi è terrificante.
Per quanto riguarda la opening e la ending, niente male.
Complessivamente, l'anime si merita un 5,5 come voto: la trama non fa impazzire, anche se sono interessanti i temi trattati, ma nessun episodio ti fa venir da dire: "Cavolo, devo sapere come continua!". La trama non parte, ogni puntata è a sé, il filone collegante è flebile e si sente davvero poco; la grafica, purtroppo, per quanto bella, non può dare da sola la sufficienza all'anime.