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Capolavoro: l'assurdità è che, nonostante la "formula" film-drama-scolastico-sentimentale sia lontana anni luce dai miei gusti, quest'opera mi ha coinvolto immensamente a livello emotivo e di interesse. Forse perché i temi trattati, bullismo, relazioni problematiche con la classe e suicidio, purtroppo mi sono ben familiari, e persino la storia del protagonista lo è: anche io infatti sono passato dall'essere il popolare all'emarginato, dal bullo al bullizzato. Ovviamente non c'era nessuna compagna sorda nella mia classe, ma per il resto è pieno di similitudini.
Inutile nascondere che ho pianto come un neonato in tanti momenti, persino in quelli non tristi, come quando Shoya ha aiutato Tomohiro prestando la sua bici, siccome ho assistito alla formazione di un legame di amicizia tra due ragazzi esclusi, o come li chiamerebbero i popolari due 'sfigati', un altro episodio in cui mi posso rivedere.
Non mi è rimasto molto da dire, se non che sono enormemente grato al Giappone quando mi offre opere che mi fanno crescere come persona e mi danno la forza di superare le difficoltà della mia vita.