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[]Attenzione: la recensione contiene spoiler[/b]

Ho letto e riletto più volte il manga e ho rivisto più volte l'anime, e raramente altri anime hanno saputo divertirmi, farmi riflettere ed emozionare come "Maison Ikkoku".

La meravigliosa storia d'amore tra Yusaku Godai e Kyoko Otonashi la conoscete tutti ormai, ed è inutile soffermarmi, l'anime è un tuffo negli anni '80 nei disegni, nelle animazioni, nei luoghi dove si svolgono, che sono così ben riprodotti che sembra quasi di esserci, quando si guarda una puntata dell'anime.

I personaggi sono tutti ben caratterizzati a cominciare dai protagonisti, Yusaku e Kyoko, l'anime è una continua corsa, è Yusaku che rincorre Kyoko e alla fine riesce finalmente a farla sua, dopo aver subito di tutto e di più. Yusaku cresce, matura, da ronin diventa uomo, affronta prove durissime, l'università, gli esami, la mancanza di soldi, mille lavori per guadagnare qualcosa per mangiare e magari fare un regalo a Kyoko, la ricerca di un lavoro per sistemarsi, Kozue, Yagami, la rivalità con Shun Mitaka, maestro di tennis, bello, ricco, playboy, ma alla fine vince lui, trova un lavoro che lo soddisfa e soprattutto l'amore della donna che da sempre ama.
Kyoko invece, così giovane e tanto bella, vedova da poco all'inizio della serie, è uscita devastata e con il cuore spezzato dalla perdita dell'amato Soichiro, sposato malgrado l'opposizione della famiglia, che la vorrebbe di nuovo sposata (la madre) o di nuovo a casa (il padre). Soltanto con il tempo e con l'amore per Yusaku che cresce sempre più, torna alla vita, dopo aver vissuto da sola per troppo tempo. Ho trovato commovente e non egoista la promessa che chiede a Yusaku prima di accettare la sua proposta di matrimonio, proprio perché non sopporterebbe rimanere nuovamente sola.
Non posso dimenticare il terribile trio Akemi-Yotsuya-Ichinose, dedito perennemente a bagordi e feste a base di sakè e birra, a prendere in giro e a scroccare quanto più possibile al povero Godai.
E infine Casa Ikkoku, anch'essa ha un ruolo da protagonista, è quasi sempre lì che si svolge questa fantastica storia di vita e di quotidianità; se quelle mura potessero parlare, ne avrebbero di storie da raccontare...

Una menzione particolare a tutte le bellissime sigle di apertura e di chiusura tutte in giapponese e alle musiche che si possono ascoltare nelle varie puntate, tutte coinvolgenti e adeguate alle varie situazioni vissute dai protagonisti come gioia, tristezza, allegria...
Per me è il vero capolavoro di Rumiko Takahashi, la sua opera più bella e riuscita e quella che ancora oggi fa battere i cuori di chi la legge. Voto: 10