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Finalmente metto le mani su quello che ai tempi del Lucca 2021 era stato l’annuncio J-Pop che più mi aveva messo in hype: “Yofukashi no Uta”, da noi “Call of the Night”. Anche l’annuncio di “Miss Kobayashi’s Dragon Maid” mi era stato molto gradito, ma mentre l’opera di Kyoushinsha Cool è poi arrivata in fumetteria relativamente presto (il 19 gennaio), il manga firmato da Kotoyama si è fatto attendere per ben quattro mesi, un lasso di tempo relativamente lungo per chi lo stava aspettando e che ha contribuito senz’ombra di dubbio ad ingigantirne le aspettative. Fortunatamente, lo dico subito a scanso di equivoci, ancora una volta “lo spettacolo vale il prezzo del biglietto” e naturalmente non si può che essere contenti e soddisfatti.
Confesso di aver immaginato che la storia prendesse il via in maniera più teatrale, mi ero immaginato chissà da quale situazione sarebbe scaturito l’incontro fra i due protagonisti… e invece il tutto è avvenuto in maniera “normale”, per quanto il termine possa assumere valore all’interno di un contesto nel quale si assiste alla nascita di una relazione (di un qualche tipo) fra un umano ed una vampira. Ovviamente, discorso che vale per milioni di altre opere, leggendo Call of the Night non ci troveremo immersi in un plot destinato a rivoluzionare alcunché, in qualcosa originale e mai visto prima… tranne per un piccolo particolare che cambia sostanzialmente la percezione del classico vampiro ed il ruolo che lo stesso si trova a ricoprire all’interno della storia; di conseguenza, pur potendo ben immaginare come possa svilupparsi il rapporto fra Ko (l’umano) e Nazuna (la bella vampira), non vi è modo di intuire dove in realtà potrà condurci la narrazione di questo horror/slice-of-life firmato dallo stesso autore di Dagashi Kashi. Quel che è certo fin dalle prime battute è che l’atmosfera, di per sé leggera (quasi da rom-com) nonostante la presenza sovrannaturale di un (per il momento almeno è uno) “demone succhia-sangue”, sarà via via impreziosita da una buona dose di introspezione dei due soggetti che certamente porterà il lettore a riflettere sul significato delle emozioni. Amore? Amicizia? Gelosia? Al momento ci viene presentato un ragazzo introverso incapace di comprendere e gestire sia il concetto di amicizia che di innamoramento, che suo malgrado si ritrova a relazionarsi con il tipo di persona diametralmente opposto a quello con il quale andrebbe d’accordo: la vampirella chiacchierona dalla battuta a doppio senso sempre pronta, che non si fa problemi a parlare di sesso ma arrossisce e si vergogna ogni qual volta viene pronunciata la parola “amore”.
I disegni sono davvero belli, lo stile di kotoyama è particolare ed assolutamente riconoscibile (diciamolo: a livello grafico in Nazuna Nanakusa c’è un bel po’ di Shidare Hotaru), cosa che personalmente reputo una garanzia di qualità. Le ambientazioni sono principalmente notturne ed il tratto del mangaka ben si adatta a rappresentare il fascino della città vissuta per la prima volta dal 14enne Ko Yamori in modo diverso a quello al quale era abituato, accompagnato costantemente da quel “brivido di libertà” che non aveva mai assaporato prima. Nazuna è esteticamente stupenda, non fisicamente dotata come la Shidare poco prima nominata, ma egualmente dotata di un fascino a mio giudizio ancora più magnetico… sarà a causa del fatto che è una vampira? E chi lo sa!
Di certo il mio giudizio su quest’opera è ampiamente favorevole, sono contento di averne preso il numero 1 ed ho tutta l’intenzione di continuare a seguirla. Non mi faccio neanche alcuna remora nel consigliarne la lettura, sono perfettamente cosciente del fatto che vi siano in circolazione miriadi di opere meritevoli di attenzione, ma una possibilità a Call of the Night la si può concedere assolutamente perché si capisce fin dai primi capitoletti che in questa edizione J-Pop, che ha debuttato proprio ieri (18/05/2022) qui in Italia (iniziata nel 2019 in Giappone, giunta al momento al volume n°10 e tutt’oggi in corso), c’è della sostanza.