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OAV realizzato a poco tempo dall'inizio del manga di Rumiko Takahashi, One Pound Gospel si configura come un'opera a sé stante, capace di intrattenere ed esplorare (non sempre con efficacia) alcuni temi fondamentali dello "spokon". Più che una classica storia sportiva o sentimentale, il film si delinea come una parabola sulla dedizione: attraverso la figura della suora, il protagonista comprende che nella vita il sacrificio non deve essere solo fisico, ma anche mentale e spirituale. In questo contesto, il cibo – per cui il pugile nutre una vera e propria ossessione – diventa la metafora delle rinunce necessarie per il conseguimento di un obiettivo; una dinamica speculare a quella della suora, impegnata ad abbandonare l'idea di una possibile storia d'amore tra i due, accennata tra le righe ma mai realmente realizzata. Tuttavia, nell'opera si avverte un innegabile senso di incompiutezza, dovuto probabilmente al fatto che il manga di riferimento si sarebbe concluso solo nel 2006. Senza nient'altro da raccontare, la retorica e il semplicismo alla base della storia finiscono per prendere il sopravvento, minando così la riuscita complessiva del film.