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Una serie che era partita molto bene, gettando le basi per quella che dava l’idea di essere una trama che sviluppata nel corso di dodici episodi poteva rivelarsi anche carina, ma purtroppo tutto si perde con la seconda parte.

Nella prima parte c’è molta azione, rimanendo anche stupita che uno dei protagonisti fosse un signore anziano, e restando ancora più stupita quando la trama sembra andare incontro a una conclusione al termine del quinto episodio.
Molte cose restavano ancora un mistero, ma ero fiduciosa che sarebbero state spiegate meglio nei successivi episodi.
Ma disgregato rapidamente il gruppo di cattivi (praticamente nel giro di cinque minuti vengono sciolti e fatti sparire da tutta quanta la storia), l’anime sembra perdere un po’ il senso di dove deve dirigersi.

La seconda parte prende il via troppo lentamente, infilando nel mezzo perfino quello che si potrebbe definire un episodio filler a tutti gli effetti, dove viene semplicemente mostrata Sana alle prese, per la prima volta, con la vita quotidiana.
Da qui in poi, le puntate rimangono sempre sottotono, senza avere alcuna fretta nello svilupparsi, portando anche un po’ di noia.
A un certo punto mi sembrava di assistere alla vendetta di una bambina che, per colpa di quella che lei ha definito una bambina cattiva, ha dovuto guardare il nonno adottivo andare al lavoro anche nel suo giorno libero.
Non si avverte alcuna tensione, specie durante le ultime puntate, dove il metodo di risoluzione del problema che si era creato, mi ha lasciato decisamente l’amaro in bocca.

Che cosa fossero i “sogni di Alice”, Wonderland e da dove avesse avuto origine Sana non sono riuscita a capirlo e neanche a intuirlo perché il tutto viene trattato troppo superficialmente, quasi come non fosse un aspetto importante, che poteva rimanere in secondo piano perché tanto alla storia non serviva.
Se l'anime avesse avuto solo la trama della prima parte, quei cinque episodi sarebbero andati benissimo perché la chiusura era ottima, ma con anche la seconda parte noiosa e piatta, l’attenzione cala, a volte fino a perdersi.