logo GamerClick.it

6.5/10
-

Onestamente non mi sono informato ma, a occhio, la struttura di questo film sembra di stampo decisamente videoludico, una sorta di "trova le differenze" avanzato.

Exit 8, dopo una presentazione del protagonista veloce e un po’ debole, parte subito con l'anomalia, catturando la mia curiosità e spingendomi a proseguire nella visione. Non c’è una vera spiegazione razionale: è un fenomeno empirico, qualcosa che semplicemente accade e tiene intrappolato il protagonista.

Lo vedremo quindi aggirarsi nella metro, percorrendo sempre lo stesso corridoio, le stesse curve e gli stessi eventi. La regola è semplice: se tutto è normale si prosegue in un modo, altrimenti bisogna agire diversamente. Se la scelta è corretta si passa al livello (o fermata) successiva, altrimenti si torna mestamente all'inizio.

Mentre in certe situazioni l'anomalia è tanto evidente quanto inquietante, in altre è più sottile e facile da mancare. Tuttavia, dover ricominciare da capo dopo essere arrivati quasi alla fine — considerando che gli eventi sono randomici e sempre diversi — può avere ripercussioni psicologiche pesanti; per alcuni così elevate da indurli a mollare, restando probabilmente intrappolati per sempre. Resta da capire se il nostro protagonista avrà la forza d'animo per persistere nonostante le difficoltà.

Il film mi ha incuriosito da subito, tuttavia fatica a non diventare ripetitivo e, nel complesso, offre pochi "giri" davvero inquietanti o interessanti. C’è una crescita morale e un’acquisizione di consapevolezza da parte del protagonista che giustifica, bene o male, un finale che rimane comunque un po’ debole. C'è anche qualche personaggio di contorno a cui viene dedicata un po' di attenzione e qualche flashback, ma non posso veramente affermare che lascino il segno in qualche modo.

Tutto sommato, si fa vedere e nulla più. È un film decente che fa il suo dovere senza sforzarsi di offrire quel qualcosa in più. Se vi piacciono le atmosfere "weird", potrebbe valere la pena dargli un’occhiata.