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Piattaforma: PlayStation 4 --- Voto 7
Last Round è la quarta edizione di Dead or Alive 5, contando anche la Plus per PlayStation Vita. Se si pensi sia un record per la saga sappiate che di DOA2 fra arcade, Dreamcast, PS2 e Xbox se ne contano addirittura 5; fin dai tempi di Street Fighter II i picchiaduro hanno questo simpatico vizietto di aggiornarsi di continuo e ormai gli appassionati hanno imparato a districarsi in questa masnada di edizioni e riedizioni, divisi fra coloro che si arrendono ai capricci dei publisher e quelli che pazientemente attendono l’ultima e si spera definitiva versione. L’aggiunta di nuovi personaggi è il fattore attrattivo più evidente per “giustificare” una nuova versione, al roster dell’originale DOA5 composto da 24 figuri ne sono stati aggiunti 5 nella versione Ultimate (Momiji, Rachel, Jackie, Ein e Leon), più altri 3 tramite DLC a pagamento (Marie Rose, Nyotengu e Phase 4), mentre il Last Round ne aggiunge ulteriori due: Raidou e Honoka, che sommati ai 3 DLC inclusi arriva ad un ragguardevole totale di 34 lottatori.
Oltre ai personaggi, Last Round inserisce due nuovi livelli che strizzano l’occhio ai primi capitoli (“The Crimson” e “The Danger Zone”), musiche del primo Dead or Alive, pacchetti costumi e nuove acconciature.

Fin qui tutto chiaro, ma Tecmo Koei al lancio di Last Round ha fatto tutto il possibile per scombussolare ulteriormente i potenziali acquirenti, tra coloro che si ritrovano ad aggiornare l’Ultimate su PS3/360 (con possibilità di acquistare Raidou e Honoka a parte ma non disponibili sugli Store europei al rilascio dell’aggiornamento), quelli che si accontentano della versione free Core Fighters che però (e si ride) su Xbox One si paga 10 euro, quantità di pacchetti costumi che hanno ormai raggiunto un numero che va al di là di ogni immaginazione, season pass da 90 euro, procedimento di importazione sulle nuove console di salvataggi e precedenti acquisti un po’ macchinoso, gradi online azzerati, glitch e crash vari ed eventuali. Insomma un discreto casino, e su Steam è andata anche peggio.

La scelta di rilasciare il gioco su quattro piattaforme diverse ha quindi inciso su un lancio non proprio del tutto liscio, anche se con il tempo e grazie alle ormai onnipresenti patch correttive la situazione si è stabilizzata. Appare chiaro di come Koei Tecmo abbia voluto approfittare della penuria di picchiaduro sulle nuove console con uno sviluppo un po’ affrettato, evitando così di scontrarsi direttamente con Tekken 7 dopo che già l’originale DOA5 si ritrovò ad uscire nello stesso mese di Tekken Tag Tournament 2.

Se dal punto di vista tecnico la versione “old-gen” di Last Round non presenta sostanziali differenze rispetto ad Ultimate, è su PS4 (la versione testata, ma vale lo stesso anche su Xbox One) che DOA5 mostra il meglio di sé grazie alla maggior potenza delle GPU impiegate. I 1080p nativi rendono il gioco più nitido e il raggiungimento dei famigerati 60fps inchiodati conferiscono un’esperienza ancora più fluida e senza alcun calo, essenziale in un picchiaduro frenetico come DOA. Effetti di luce e scintille varie sono stati in parte rivisti e ad un occhio più “attento” non può certo sfuggire l’ausilio del cosiddetto Soft Engine, motore grafico atto a simulare il movimento della pelle (in particolare delle rotondità femminili) in modo ancora più morbido rispetto a quanto ammirato in precedenza.

Il DualShock 4 si è dimostrato inoltre un eccellente controller per i fighting game grazie ad una croce direzionale robusta e meno scivolosa rispetto a quella del suo predecessore. Certo DOA5 è pur sempre un gioco del 2012 e ad una analisi più attenta inizia a mostrare il fianco sotto alcuni aspetti grafici, con limiti che qualunque lifting e lavoro di conversione può correggere solo fino ad un certo punto. Ma tutto sommato va bene così dato che Last Round punta maggiormente ad un’offerta contenutistica piuttosto che a far cadere mascelle agli acquirenti PS4/Xbox One, che si aspettano ben altro dalla loro nuova console.

Dead or Alive 2, 3 e 4 furono tra i titoli di lancio di PS2, Xbox e Xbox360, rispettivamente. A questo giro è mancato il DOA a dare il benvenuto alla generazione e Koei Tecmo per rimediare se ne esce con un semplice porting, anche questo un segnale dei tempi attuali. Ma a al di là di tutto DOA 5 è senza dubbio un ottimo esponente del genere e la sua offerta di contenuti di tutto rispetto è uno stimolo in più per recuperarlo nella sua forma migliore e più completa, venduta inoltre ad un prezzo contenuto.
Coloro che non hanno acquistato le precedenti versioni e sono alla ricerca di un picchiaduro longevo e accattivante non dovrebbero avere particolari freni a buttarsi su Last Round, mentre chi possiede già Ultimate ed è intenzionato a rimanere ancora sulle console della generazione passata, dovrebbe riflettere un momento e valutare se i contenuti aggiuntivi valgono la spesa del gioco completo o se considera più conveniente limitarsi ad aggiornare Ultimate, acquistando poi a parte i nuovi personaggi.