Annunciato a novembre dello scorso anno, The Last of Us Parte II Remastered ci riporta dopo 4 anni dall'uscita dell'originale a rivivere il secondo atto della saga di Naughty Dog, con un comparto tecnico migliorato, due nuove modalità aggiuntive e nuove aggiunte all'esperienza principale, ma basteranno davvero per giustificare questa riedizione? Un dubbio più che legittimo, a cui daremo una risposta nel corso della nostra recensione.
 
The Last of Us Parte II Remastered

Prima di cominciare con la recensione di The Last of Us Parte II Remastered, ci sembra lecito fare un piccolo recap della storia, nel caso abbiate giocato solo il primo capitolo e avete intenzione di giocare per la prima volta al suo seguito. Il gioco si apre con una scena ambientata poco dopo il finale del primo The Last of Us, dopo che Joel ed Ellie hanno abbandonato l'ospedale di Salt Lake, dove vediamo Joel che racconta a suo fratello Tommy quanto accaduto e ciò che ha dovuto compiere per salvare la vita della ragazza. Dopodiché ci ritroviamo 4 anni dopo dove ci ritroviamo con una Ellie visibilmente cresciuta e un Joel che mostra i primi segni dell'età, entrambi stabilitisi in pianta stabile nella comunità di Jackson gestita da Tommy e dalla sua compagna Maria. Qui i nostri due protagonisti sembrano ormai essersi adattati alla vita in comunità, dove le giornate proseguono in maniera tutto sommato tranquilla, ma Joel deve ancora fare i conti con le azioni compiute nel finale del primo capitolo, dato che per salvare Ellie ha impedito alle Luci di sviluppare un vaccino che avrebbe potuto debellare il virus e salvare milioni di vite. Mi fermo qui per non farvi troppi spoiler, ma vi basti sapere che The Last of Us Parte II è un viaggio che va assolutamente vissuto.
 
The Last of Us Parte II Remastered

Partiamo quindi dalla portata principale di The Last of Us Part II Remastered, che rimane ancora la modalità storia, che per quanto sia la medesima dell'originale vanta diverse aggiunte che ne migliorano l'esperienza, alcune delle quali ereditate proprio da The Last of Us Parte I, il remake del primo capitolo uscito 2 anni fa (di cui potete anche leggere la nostra recensione qui), come ad esempio il supporto al feedback aptico e ai grilletti adattivi. Oppure ancora la possibilità di attivare la vibrazione ai dialoghi, opzione utile anche per i videgiocatori non udenti. Tutte aggiunte piacevoli e che migliorano l'immersività. Passando invece alle migliorie dal punto di vista tecnico, che ad un occhio poco attento potrebbero sembrare minime, ma le migliorie ci sono eccome. Infatti le texture risultano più definite e la distanza visiva ha subito notevoli miglioramenti, oltre ad un frame rate ancora più granitico rispetto alla patch uscita anni fa per la versione originale, che permetteva ai possessori di PS5 di giocare a 60 FPS. Inoltre nel caso possiediate uno schermo adatto, nelle impostazioni grafiche è anche possibile attivare l'opzione per la frequenza dei fotogrammi non limitata, grazie alle tecnologie HFR (High Frame Rate) e VRR (Variable Refresh Rate), in modo da sbloccare il frame rate fino a 120 FPS in modalità prestazioni o per sbloccare il frame rate a 50 FPS in modalità fedeltà. Insomma nel complesso è stato svolto un ottimo lavoro di lucidatura, d'altronde parliamo di un titolo che rasentava già la perfezione all'epoca in cui uscì.
 
The Last of Us Parte II Remastered

Tra le prime novità introdotte in The Last of Us Parte II Remastered abbiamo la possibilità di esplorare i Livelli Perduti, che in pratica consistono in tre livelli tagliati in fase di sviluppo e spiegati passo passo da Neil Druckmann e da altri sviluppatori del team di Naughty Dog. Inoltre è possibile attivare il commento degli sviluppatori anche per i filmati già inclusi nel gioco definitivo e anche vari dietro le quinte nello sviluppo. In generale le curiosità che emergono sono innumerevoli e si tratta di un ottima occasione per comprendere le scelte operate dal team e soprattutto per comprendere meglio come funziona lo sviluppo di un gioco. Tra le altre novità introdotte abbiamo poi la modalità chitarra libera, dove abbiamo la possibilità di poter suonare la chitarra, come accade in alcune scene chiave del gioco, potendo selezionare varie location, impostazioni, tipologie differenti di chitarra e la possibilità di scegliere tra tre personaggi, tra cui lo stesso autore della colonna sonora, Gustavo Santaolalla, riprodotto in maniera perfetta all'interno del gioco. Chiaramente non si tratta di una modalità che aggiunge molto al gioco, ma si tratta comunque di una modalità piacevole e estremamente rilassante.
 
The Last of Us Parte II Remastered

La novità di maggior rilievo di The Last of Us Parte II Remastered è rappresentata senz'altro dalla modalità Senza Ritorno, la modalità Rougelike dove i giocatori saranno chiamati a dover affrontare varie sfide di sopravvivenza variabili, affrontando orde di nemici, che siano essi umani o infetti. Le sfide non sono affatto poche e il gameplay del gioco si adatta perfettamente al contesto della modalità. Appena avviata una partita ci ritroveremo in una stanza, dove troveremo una bacheca con sopra delle foto. Queste foto rappresentano le sfide che possiamo selezionare e noi dobbiamo scegliere in ordine, sfida dopo sfida, quali vogliamo affrontare. Dopo ogni sfida guadagneremo risorse da poter spendere alla base per potenziarci e per acquistare nuove armi, munizioni ed oggetti. Giunti all'ultima sfida ci verrà richiesto di affrontare una sfida boss. In totale ci sono tre categorie di partita selezionabili: partita standard, partita personalizzata e partita giornaliera. Le prime due sono abbastanza esplicative, mentre la terza è equiparabile ad una sorta di partita competitiva, affrontabile una volta al giorno per l'appunto. Infatti le partite giornaliere influiscono sulla classifica mondiale.

Inoltre in questa modalità è anche possibile selezionare vari personaggi, oltre alle due protagoniste Ellie ed Abby, tra cui Dina, Jesse, Tommy e Joel per la "fazione di Ellie" e Lev, Yara, Mel e Manny per quel che riguarda la "fazione di Abby", per un totale di 10 personaggi. Numero forse non elevatissimo, ma ognuno di loro possiede il proprio stile di gioco e tratti unici. Ad esempio Ellie è un personaggio equilibrato e tra i tratti possiede un potenziamento del 50% per gli integratori ottenibili, la formula per la molotov già sbloccata e due rami di potenziamento già disponibili, mentre Dina è un personaggio creazione e tra i tratti possiede le formule per le bombe stordenti e le trappole bomba ed il ramo di potenziamento per la creazione raddoppiata già disponibile. In sintesi quindi Senza Ritorno si dimostra una modalità ben strutturata ed estremamente divertente e siamo sicuri che vi terrà attaccati al gioco per diverse ore dopo aver completato la storia principale.
 
GIUDIZIO FINALE
In conclusione quindi The Last of Us Parte II Remastered rappresenta l'edizione migliore per godervi al meglio questo secondo capitolo. Infatti il titolo ha ricevuto un ottimo trattamento di lucidatura dal punto di vista grafico, d'altronde parliamo di un titolo che già all'epoca spinse al limite l'hardware di PS4 e che ancora oggi non sfigura al confronto con produzioni anche più recenti. Inoltre ci sono diverse aggiunte piacevoli, come la modalità chitarra libera e la modalità Senza Ritorno, oltre ai Livelli Perduti e ai vari dietro le quinte che offrono un punto di vista inedito ed interessante. Magari non avrebbero guastato dei contenuti di storia inediti, ma si tratta di un titolo assolutamente consigliato per i fan di The Last of Us e per chi si vuole godere al meglio questo capitolo. Inoltre per chi possiede già l'edizione PS4 è anche possibile fare l'upgrade alla Remastered a soli 10€. Un prezzo per niente eccessivo.