Il genere dei cosiddetti "boomer shooter" (ossia gli sparatutto derivati dal filone di titoli come Doom e Duke Nukem) sembra davvero non conoscere il passare del tempo, continuando a fornirci piccole perle davvero interessanti. Nonostante ormai la software house New Blood si sia fatta portatrice primaria di questo genere, stiamo assistendo a un costante aumento di sviluppatori indipendenti che riescono a dire la loro sul genere in maniera eccellente.
Ultimo e insospettabile arrivato della lista è Dotemu, che insieme al team di Auroch Digital ha voluto proporre la sua rivisitazione di un universo narrativo mai troppo trattato nell'ambito videoludico, ossia quello di Starship Troopers, il B-Movie di fine anni '90 che vedeva l'umanità combattere contro orde di insetti alieni. La proposta è arrivata sotto forma di Ultimate Bug War!, sparatutto che ricade nel filone sopracitato, ma al contempo riesce a riscrivere alcuni canoni di un genere un po' stantio; noi abbiamo indossato l'elmetto per diverse ore e oggi vi raccontiamo l'esperienza nella nostra recensione.
Ultimo e insospettabile arrivato della lista è Dotemu, che insieme al team di Auroch Digital ha voluto proporre la sua rivisitazione di un universo narrativo mai troppo trattato nell'ambito videoludico, ossia quello di Starship Troopers, il B-Movie di fine anni '90 che vedeva l'umanità combattere contro orde di insetti alieni. La proposta è arrivata sotto forma di Ultimate Bug War!, sparatutto che ricade nel filone sopracitato, ma al contempo riesce a riscrivere alcuni canoni di un genere un po' stantio; noi abbiamo indossato l'elmetto per diverse ore e oggi vi raccontiamo l'esperienza nella nostra recensione.

Propaganda videoludica
La premessa narrativa di Starship Troopers: Ultimate Bug War! è tanto demenziale quanto geniale: come al solito la Federazione (una versione esageratamente patriottica dell'esercito) si trova a doversi confrontare con un'invasione di insetti alieni su larga scala, ma, anziché prendersi la briga di spendere risorse per addestrare nuove reclute da zero, è stato dato il via al programma che da il nome al gioco. Portavoce del progetto è il maggiore Samantha Diez, che ha deciso di utilizzare le sue esperienze passate sul campo di battaglia per realizzare un videogioco che le ripercorra per filo e per segno, rendendole il più divertenti possibili e in modo da spingere ignari ragazzini ad arruolarsi prima del tempo, d'altronde "se il videogioco è divertente, immagina nella vita reale!".
Con una metanarrativa semplice ma efficace, noi vestiremo i suoi panni durante i momenti salienti della sua giovinezza, per rendere ancora una volta pan per focaccia a quegli schifosi insetti.

Classicismo e innovazione
Sin dal primo impatto, il titolo riesce a dare l'impressione di fondere classicismo e modernità. Nonostante infatti il feeling generale dell'esperienza sia perfettamente in linea con quello dei boomer shooter più riconosciuti, ci sono diverse e sostanziali modifiche che rendono il tutto godibile anche per un pubblico moderno: in primis, addio ai livelli a corridoio, Ultimate Bug War punta su missioni open map nel quale completare una serie di obiettivi nell'ordine che più ci aggrada (per quanto questi si riducano sempre ad andare da punto A a punto B o sterminare ondate di nemici), dando a favore di ciò una giusta mobilità al giocatore (basterà infatti smettere di correre per un secondo per ricaricare istantaneamente l'intera barra della stamina).
Chi ha macinato diverse ore su Helldivers 2 non farà fatica a riconoscere alcune meccaniche chiave del prodotto, come lanciare granate dentro ai nidi per farli esplodere o chiamare drop di vario genere lanciando dei fari di segnalazione (in tal senso ne avremo sempre con noi uno dedicato al rilascio di una capsula di rifornimenti, velocemente ricaricabile con qualche uccisione e che consente dunque di dare fondo alla propria scorta di munizioni senza troppe riserve). Saranno anche presenti momenti più scriptati, come l'utilizzo di una torretta per la difesa di una base o di lanciarazzi per l'eliminazione di bersagli di grosso calibro. Durante le missioni avremo anche la possibilità di comandare un esoscheletro da combattimento, estremamente potente ma dalla breve durata e che esploderà una volta esaurita la benzina.
Un fattore che ci ha lasciato un po' perplessi è stata la pochezza dell'arsenale: per quanto ci siano diverse bocche da fuoco che potremo utilizzare fino all'esaurimento delle munizioni, all'infuori dell'iconica carabina (dotata di fucile a pompa sottocanna) saranno davvero rari i casi in cui daremo fuoco alle polveri con armi differenti. Sia chiaro, il feeling di quella singola arma è ben realizzato e i nemici rispondono bene ai nostri colpi, ma avremmo voluto qualcosa di più.
Nota in chiusura la vogliamo dare alle cosiddette "Missioni insetto": completando certi livelli della campagna umana (circa una decina in totale) potremo sbloccare la controparte giocabile impersonando un insetto, che si svolgeranno in terza persona e con la possibilità di volare, sparare fiamme e tanto altro, un diversivo gradevole che allunga in maniera sensata la durata dell'esperienza.

Non chiamatela solo "pixel art"
Dal punto di vista tecnico il gioco si è mostrato solidissimo: Nonostante le centinaia di insetti a schermo, l'utilizzo della "falsa pixel art" permette di mantenere il framerate costante, regalando un colpo d'occhio notevole al contempo. Ogni missione è poi costellata di qualche segreto da scovare, che non saranno solamente per la mera soddisfazione ma ognuno di loro sbloccherà opzioni aggiuntive di vario genere, che rende rigiocare le missioni appagante. Abbiamo completato il titolo alla difficoltà più elevata in poco meno di una decina di ore e nonostante gli insettoidi tengano fede alla loro fama, potendoci eliminare in appena due o tre colpi, tutte le opzioni a nostra disposizione ci hanno permesso di affrontare le missioni senza mai frustrarci, ma anzi risultando un adrenalinico balletto di morte, dove il costante riposizionarsi e sfruttare il reclutamento delle truppe è stato la chiave per uscirne indenni.
Starship Troopers: Ultimate Bug War! è il classico gioco senza pretese che esce in un periodo pienissimo ma riesce comunque a regalarti un esperienza divertente e memorabile. Il titolo rivisita in maniera intelligente un genere ormai consolidato, proponendo una trama demenziale e un gameplay solido, in grado di metterci in situazioni sempre diverse e mai troppo ripetitive.
Se avete apprezzato titoli come Helldivers 2 o i vari capitoli di Earth Defence Force e vi avanza qualche soldino tra un Pokémon Pokopia e un Crimson Desert, vi consigliamo assolutamente di farci un pensiero.
Se avete apprezzato titoli come Helldivers 2 o i vari capitoli di Earth Defence Force e vi avanza qualche soldino tra un Pokémon Pokopia e un Crimson Desert, vi consigliamo assolutamente di farci un pensiero.
Adesso basta cincischiare e imbracciate quei fucili, perché servire la Federazione è l'onore più grande che ci sia!
Messaggio sponsorizzato: Se il mese vi ha già lasciato a secco il portafoglio ma vi prudono le mani all'idea di fare strage di insetti, trovate scontato il titolo su Instant Gaming.
I collegamenti ad Amazon fanno parte di un programma di affiliazione: se effettui un acquisto o un ordine attraverso questi collegamenti, il nostro sito potrebbe ricevere una commissione.
Pro
- Rivisitazione in maniera intelligente di un genere stantio
- Tante opzioni a disposizione del giocatore...
- Segreti da scovare che aggiungono divertenti meccaniche di gameplay
- La modalità insetto è un buon diversivo
Contro
- IA degli alleati molto deficitaria
- ...ma con una disponibilità di armi ricaricabili davvero minima









Devi eseguire l'accesso per lasciare un commento.