Essere sempre al top non è facile. Quando il margine di miglioramento si assottiglia, o quando si è già abituati all'eccellenza, lo straordinario diventa normalità ed è sempre più difficile sorprendere. Chiedete a Lebron James, definito da tantissimi il G.O.A.T. e criticato, nonostante i numeri pazzeschi anche nella sua stagione da 34enne, da almeno altrettanti fan della palla a spicchi. Non a caso è proprio lui il protagonista della anniversary edition di NBA 2K19, un modo per 2K Sports di festeggiare i 20 anni della serie di punta nel mondo degli e-sport con i canestri. Vediamo insieme se il gioco è riuscito ancora a migliorare se stesso.

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L'urlo di 2K terrorizza anche l'oriente

Iniziamo come al solito partendo dalla modalità carriera, che ogni anno di più ci immedesima in un professionista del basket; quest'anno non saremo un giovane fenomeno che balza dal college ad una squadra di vertice, prendendosi il posto nel quintetto di base nel giro di una decina di partite. Il nostro A.I. nonostante un buon rapporto con il campo, non brilla per carattere e rapporto con le squadre e questo si riversa nella sua valutazione complessiva che lo fa scartare al draft. Ci toccherà così ripartire dalla lega cinese (nel quale ascolteremo telecronaca in lingua madre, ad opera dei telecronisti Su Qun ed Yang Yi) per costruirci la nostra storia, cercando di tornare in USA e di sgomitare per arrivare in NBA. Per quanti personaggi cercheranno di aiutarci, ce ne saranno alcuni che invece si metteranno di traverso sulla strada per la nostra gloria; il tutto favorisce lo sviluppo di una storia molto ben scritta, più umana, forse la migliore dalla nascita di questa carriera romanzata. Alla fine comunque ci ritroveremo nel classico quartiere, l'HUB da cui è possibile sfidare gli altri player (non senza lag dovuti all'arrancare del netcode), fare compere, allenarsi e giocare ai minigiochi. Bisogna tuttavia sottolineare nuovamente come l'esperienza del pvp sia fortemente minata dal pay-to-win, dato che le transazioni in game influiscono pesantemente nello sviluppo precoce del proprio personaggio. Vedere al day one gente di 30 livelli più alti del tuo player, fa pensare che in fondo o si spende o con difficoltà si avranno sfide eque ed appaganti con altri umani.

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Da un punto di vista del gameplay il gioco ha migliorato quanto già di eccellente si era visto nel capitolo passato: una maggiore fisicità ed intelligenza artificiale delle squadre, si traduce in una evidente difficoltà aggiuntiva nel saltare il nostro diretto marcatore o nel rubare palla senza far fallo. Una strategia in passato sempre efficace per fare assist, ovvero attirare un paio di marcatori a se nell'angolo per poi scaricare al centro che schiaccia da solo, non è più così facile, in quanto la difesa avversaria raramente lascia buchi clamorosi. Anche l'IA della nostra squadra è stata rivista in meglio, sebbene si noti una tendenza ad evitare il più possibile i tiri da tre punti, anche quando i giocatori ricevono uno scarico da smarcati. Evidenti miglioramenti anche nell'indicatore di tiro (si possono scegliere i colori, o anche eliminarlo o spostarlo ai piedi del giocatore) ed è stato aggiunto un parametro chiamato impeto: continuando a fare la cosa giusta aumenta questo indicatore (sia individuale che di squadra) che, se attivato, innalza tutti gli attributi garantendoci un risultato decisamente migliore in game. 

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Proseguendo sulle altre modalità di gioco, in MyGM abbiamo la possibilità di continuare la storia dello scorso anno o di costruire da zero una nuova franchigia, sempre con l'obiettivo di portare la squadra al vertice partendo da staff e giocatori di livello certamente non eccelso (bisognerà lavorare sugli svincolati o sul draft). Con MyTeam, possiamo accedere al nuovo torneo chiamato Unlimited, consistente in sfide online ad eliminazione per raggiungere l'ambito premio di 250.000 $ oltre alla possibilità di volare a Charlotte, per assistere all'NBA All Star Week. Troveremo inoltre varie prove a scadenza, superando le quali si otterrà valuta necessaria ad ottenere le varie ricompense. Presenti anche le divertenti partitelle 3vs3, chiamate Triple Heat. Anche in questa modalità comunque, si farà molta fatica a raggiungere risultati di vertice senza ricorrere alle microtransazioni.

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Chiudiamo con La Mia Lega, che ci consente di essere totalmente a capo di una franchigia per portarla al vertice, operando su decine di settori diversi, da quest'anno presente anche online ne La Mia Lega Online. Quest'anno vediamo introdotta la modalità "chioccia" che darà la possibilità ad un giovane cestista, opportunamente affiancato da un esperto nello stesso ruolo, di migliorarne alcune caratteristiche.

Tecnicamente il giorno si presenta di primissimo livello, con un comparto grafico praticamente immutato (non c'era assolutamente bisogno di farlo), telecronaca eccellente ad opera di tantissimi professionisti del settore ed un'impressione generale incredibilmente vicina ad una vera partita vista in tv. Collegamenti a bordocampo con David Alridge, prepartita con Shaq, animazioni perfette durante il riscaldamento e l'ingresso in campo, festeggiamenti durante le pause e reazioni del pubblico in base ai momenti della partita. Impressionante davvero.

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Conclusioni
NBA 2K19 lascia immutata la vetta dei giochi di basket e nonostante il ritorno della concorrenza siamo di fronte alla miglior simulazione cestistica di tutti i tempi. Se qualcosa si poteva migliorare è stato fatto: maggiore fisicità negli scontri di gioco e miglior IA di compagni ed avversari ci costringono a sfruttare al meglio le caratteristiche dei nostri giocatori per andare a segno. Comparto tecnico di assoluto livello, eccezion fatta per il netcode online, che spesso causa lag di almeno mezzo secondo nelle partite con avversari umani. Grafica ad un passo dalla realtà, telecronaca (anche cinese) frizzante e varia, partite praticamente identiche a quelle che guardiamo in tv. Solito problema delle microtransazioni, che possono agevolare o rovinare troppo l'esperienza multiplayer, cosa che non può non pesare sul nostro voto finale. L'unica cosa che si potrebbe davvero rivedere per raggiungere la perfezione è questa.