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Evangelion, Evangelion, Evangelion. Dopo aver sentito parlare di quest’anime fino allo sfinimento, ho deciso di guardarlo, per fortuna. Prima di partire con la visione ero molto dubbioso al riguardo, in quanto non ero fan del genere mecha e robot. La visione di questa serie anime mi è stata però consigliata tantissime volte e da molte persone, le quali dicevano che l’avrei apprezzata pur non essendo fan del genere. Ora che ne ho conclusa la visione, do pienamente ragione a queste persone, e le ringrazio per avermi consigliato un capolavoro come Evangelion.

Non c’è una definizione migliore secondo me per questa serie. Infatti, come ogni capolavoro che si rispetti, Evangelion è amato, odiato, studiato, incompreso ecc. Questo dimostra che quest’opera è degna di quest’appellativo, e che prima o poi deve essere vista. Di Evangelion ho apprezzato davvero tutti gli aspetti, e mi sono piaciuti sempre più col proseguire delle puntate. Ho gradito tutto, dall’intensa e complicata storia ai bellissimi disegni, dalle fantastiche animazioni ai riuscitissimi e ben caratterizzati personaggi, dalle futuristiche ma semplici ambientazioni ai ben organizzati combattimenti, dal design degli Eva ai complessi discorsi dei protagonisti, dalle divise dei piloti alla posa pensante di Gendoh Ikari, padre del protagonista Shinji e capo della Nerv. Dalla piccola dose di fanservice all’ottimo doppiaggio italiano, dalle bellissime sigle a… Basta, mi fermo qui perché potrei continuare all’infinito.

Della storia potrei farne un tema, e temo non basterebbe. La trama, infatti, è molto complessa e può essere analizzata sotto varie chiavi di lettura, e comunque una ulteriore visione aiuta secondo me a capire meglio le cose.
Il tutto parte nel 2015, e lo scenario è quello di una città, Tokyo, quasi totalmente distrutta. A causare ciò è stato il Second Impact, causato a sua volta da uno strano essere chiamato Angelo. A difendere la città e il mondo intero da un Third Impact, e dagli attacchi degli Angeli, c’è un’organizzazione chiamata Nerv. Shinji Ikari, protagonista della serie, è un ragazzo qualunque e dall’aspetto davvero comune. Eppure, durante l’attacco di un Angelo, dopo essere stato quasi rapito da una sconosciuta, viene portato nella base della Nerv. Qui rincontra dopo tre anni suo padre, il quale, senza troppi giri di parole, gli ordina di salire a bordo di un grandissimo robot chiamato Eva 01, e gli comunica che sarà lui a dover difendere la città dall’attacco dell’Angelo. Da qui comincia l’avventura di Shinji, che pian piano, e con mille difficoltà e ripensamenti, conoscerà nuova gente, prenderà fiducia in se stesso e imparerà a pilotare l’Eva.

I disegni e le animazioni sono ottimi. Il design di tutti i personaggi è più che buono, e quello degli Eva è semplicemente fantastico.
Entrambe le sigle, quella di apertura e quella di chiusura sono davvero belle. Nella opening, oltre alla bellissima canzone “Zankoku Na Tenshi No These” da apprezzare è il fantastico montaggio d’immagini, che si susseguono velocemente creando un effetto davvero coinvolgente. Della ending invece, è da notare la differenza delle cantanti che eseguono la canzone, la bellissima “Fly Me To The Moon”, e il diverso arrangiamento che cambia quasi in ogni episodio.
Altra nota positiva che conclude il quadro, è l’ottimo doppiaggio italiano curato da Dynamic Italia. Le voci scelte per tutti i personaggi, e in particolare per Shinji, Rei e Misato, sono perfette e sembrano cucite addosso ai personaggi.

Un anime che consiglio davvero a tutti, anche a chi come me aveva dei dubbi nel cominciarne la visione, per quanto sentito dire, o perché non fan del genere mecha. Se non lo siete, lo diventerete.