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In un giorno d'estate, davanti agli occhi di Jintan riappare inspiegabilmente Menma, una sua amica d'infanzia morta dieci anni prima per una tragica fatalità: questo è l'incipit misterioso di una storia che ci trascina subito in medias res, dentro una quotidianità turbata da un mistero. Un mistero grazioso ed etereo, perché Menma sembra davvero intessuta della stessa sostanza dei sogni, cresciuta nel corpo rispetto all'età della sua dipartita, ma immutata nello spirito; un mistero buffo, perché Meiko Honma è solo confusamente consapevole del motivo della sua riapparizione, identificato in un indefinito desiderio che la ragazza vorrebbe vedere esaudito.

Il ritorno di Menma dall'aldilà non riguarda solo Jinta Yadomi, ma investe l'intero gruppo dei "Super Busters della Pace", in realtà ormai sfilacciato e dilaniato da conflitti irrisolti. Gli amici d'infanzia di Menma sono un coacervo di passioni e idiosincrasie reciproche; emblematico è il declino del leader, Yadomi, ridottosi a condurre un'esistenza larvale, lontano dalla scuola e dalle amicizie. È in questa reclusione che irrompe la "visione" di Menma, che ha proprio i caratteri di un abbacinante sogno di mezz'estate, la stagione in cui la canicola distorce la realtà, proiettando allucinazioni. C'è un legame tra ciò che si sogna a occhi chiusi e ciò che si immagina a occhi aperti… Eppure, deve riconoscere Jintan, Menma è lì, e non può trattarsi di una semplice illusione. La sua presenza disincarnata sembra avere il peso dell'anima, quando Meiko si avvinghia al petto di Jinta, saltandogli alle spalle.

Pian piano, quel dolce peso s'impone sulle coscienze risvegliate di Anaru, di Poppo, di Tsuruko, e, ovviamente, su quella di Yukiatsu. "Siamo stati lasciati indietro", dirà quest'ultimo ad Anjou; indietro come il loro treno in sosta, fermatosi per lasciare passare un convoglio più veloce. E il ragazzo coglie nel segno. Menma è stata lasciata indietro dal destino, che le ha concesso solo un'esistenza effimera. Jintan è stato lasciato indietro dalla vita, che l'ha relegato "in panchina". Anaru è stata sorpassata dal proprio cuore, che ha battuto forte per tutto il tempo al pensiero di Jintan. Yukiatsu è rimasto fermo al momento in cui Menma è scappata via per rincorrere Yadomi, episodio all'origine della disperata consapevolezza di non essere il prediletto agli occhi di lei. Tsuruko è stata scavalcata dall'amore per Yukiatsu, provando a far finta di non partecipare alla "gara" attraverso un'ostentata freddezza, ritrovandosi tuttavia incapace, alla lunga, di reprimere sentimenti di segno decisamente opposto.

E così la storia si dipana, tra i due grandi esclusi, Yukiatsu e Anaru, che in qualche modo si trovano inevitabilmente ad avvicinarsi, e i due più in debito con il destino, Menma e Jintan, che cercano di sfuggire alla maledizione dell'incompiuto, scagliata da quel tragico giorno di dieci anni prima. Sembra quasi che il gruppo di amici sia rimasto vittima della "sindrome da sopravvissuti", come chiuso a chiave in un tempo sospeso. Può un desiderio esaudito restituire senso alle vite dei sei ragazzi, dileguando nei loro cuori il profondo senso di rimpianto per ciò che non sono riusciti a essere durante tutto quel tempo, inevitabilmente orfani di una presenza insostituibile? Può donare la pace a Menma e restituire ai malinconici Super Busters la speranza in ciò che la vita da domani potrebbe essere? Questo è l'auspicio che mi ha lasciato nell'animo "AnoHana". Ecco perché lo ripongo sullo scaffale degli anime indimenticabili. Forse, anche la brevità della serie ne costituisce un pregio, sebbene lo spettatore rimanga con la voglia di non separarsi più da Menma, allo stesso modo dei suoi vecchi amici.