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7.0/10
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Parto subito col dire che è stato molto difficile decidere il voto da dare a "Gosick" in quanto è una serie dai continui alti e bassi. Mi spiego meglio: fin da subito vengono presentati due personaggi, Kazuya Kujo, studente giapponese che frequenta una scuola nel regno di Saubure (un regno ovviamente immaginario) e Victoricque, giovane piuttosto enigmatica di cui solamente alla fine della serie si capiranno bene tutti i dettagli legati al suo passato.

La struttura è molto simile a quella di "Detective Conan", vari casi slegati tra di loro (7 se non sbaglio) in cui s'intreccia una trama non molto complessa, quasi solo accennata per molta parte delle puntate. Come ho anticipato prima il livello di "Gosick" è piuttosto altalenante, in molte puntate la noia sarà inevitabile raggiungendo in certi momenti anche il fastidio nel sentire Kujo ripetere all'inverosimile: "Victorique" storpiando il nome come solo i giapponesi riescono.

Certi casi sono abbastanza intriganti, pur non raggiungendo mai livelli superiori a un 8, risultato comunque non da disprezzare. Il difetto che si nota in ogni singolo mistero è che non c'è una vera e propria investigazione, lo spettatore anche volendo è impossibilitato a risolvere il caso da sé in quanto gli elementi forniti sono talmente irrisori e sconclusionati da rendere l'interpretazione un'impresa ardua. "Come vengono risolti allora i casi?" chiederete voi. Semplice, ci pensa Victorique con la sua pipa e la fonte della saggezza. "Cos'è la fonte della saggezza?" ribatterà un lettore incuriosito. Bella domanda, suppongo che sia come sparare a caso, tentare a indovinare o leggere il finale di libro giallo e poi andare a ritroso.

Come ben si può capire "Gosick" non è proprio un anime riuscitissimo, anzi. Cosa riesce allora a tenerlo a galla e a non farlo sprofondare nell'abisso del ciarpame made in Japan? Prima di tutto un comparto grafico di tutto rispetto, personaggi ben disegnati e abbastanza ispirati sia dal punto di vista estetico sia da quello caratteriale. Notevole cura è stata riposta nel creare gli abiti stile vittoriano molto amati da Victorique, veramente molto belli, peccato non si possa dire lo stesso del suo carattere; un misto tra una bambina viziata da prendere a sberle e una tenera orsacchiottina da coccolare per ore e ore. Questa dicotomia non si denota invece nel personaggi di Kujo, odioso dalla prima all'ultima puntata con quel suo fare da mollaccione che si fa mettere i piedi in testa da Victorique pur di avere un'amichetta con cui parlare.

Come detto a inizio recensione ero molto titubante sul voto da assegnare a "Gosick", l'asticella prima pendeva verso un 6,5 arrotondato a 7 dovuto principalmente alla lentezza con cui la storia procede verso un finale, che invece in parte riesce ad alzare il voto ad un 7,5 passibile di arrotondamento a 8. Ciò che non mi ha convinto è stato il fatto che questa serie non è corta, ha 24 episodi, durata normale per un anime che ha permesso di creare trame articolate e labirintiche senza lasciare un momento di noia allo spettatore. Qui invece sembra che gli autori facciano apposta ad allungare il brodo con casi prolissi e piuttosto pallosi (no, non "Noiosi", proprio pallosi) salvo poi dire: "Che ne pensate in due puntate di mettere un finale al cardiopalma?" mettendo la quinta a una trama che stentava a decollare.
Non mi dilungo troppo in altre critiche o elogi, mi limito ad assegnare il voto che penso più rispecchi le qualità generali dell'anime e cioè un 7, che denota la qualità della serie ma anche le sue innumerevoli pecche.