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6.0/10
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"Overlord" è un altro anime nato sulla scia del successo di "Sword Art Online" e che ripropone il tema, che ormai ha dato luogo a un vero e proprio filone a sé stante, del videogiocatore rimasto intrappolato all'interno del suo gioco. Purtroppo, però, anche questo prodotto rivela gli stessi difetti di quasi tutti i titoli che l'hanno preceduto; tutta questa costanza mi fa pensare che originariamente o questi anime non prevedevano la variante "intrappolato nel gioco", e siano stati solo riadattati per finalità commerciali, o che l'autore abbia pensato di seguire il vento della moda del momento senza avere però alcuna idea su come sviluppare adeguatamente il punto principale della trama. Così ci troviamo di fronte a una serie di anime, di cui "Overlord" fa sicuramente parte, in cui non si capisce quale sia il fine ultimo della trama; questo è un vero peccato, perché molti di essi, senza questa forzatura, sarebbero stati prodotti più che accettabili. E tra questi ci metto anche "Overlord", che, per il resto, si è dimostrato un prodotto decisamente godibile.

Un cenno alla trama: Yggdrasil è un MMORPG prossimo alla chiusura. Un giocatore, di cui non viene mai detto il nome, decide di rimanere connesso, immerso nelle sue malinconie, fino al momento in cui i server del gioco non verranno definitivamente spenti. Quando però arriva l'ora X, contrariamente alle sue aspettative, il logout non avviene, ma anzi egli scopre di essere rimasto intrappolato all'interno del gioco nei panni del suo personaggio, Momonga, che ha le sembianze di un enorme scheletro. Se ciò non bastasse, anche la realtà intorno a sé è cambiata; se si eccettua la sua fortezza e i suoi servitori, tutto il resto sembra appartenere a un altro mondo.

Come detto in precedenza, "Overlord" non è affatto un brutto anime; al contrario, credo che la sua visione risulterà estremamente piacevole. Uno dei suoi meriti principali, secondo me, è quello di aver saputo unire in modo davvero superbo elementi molto diversi fra loro come comicità, combattimenti, horror, splatter, senza che la cosa risulti minimamente strana. A volte i repentini cambi di atmosfera possono lasciare spiazzato lo spettatore, ma, a mio avviso, tutto questo contribuisce a rendere la storia più verosimile.
Quanto ai personaggi, "Overlord" è senz'altro un "one man show": su tutti domina il personaggio e la personalità di Momonga/Ainz, mentre gli altri appaiono troppo poco e non aggiungono quasi niente alla storia.

E veniamo a quella che, in apertura, ho definito come la vera nota dolente degli anime di questo tipo. Dopo "Sword Art Online" nessuno dei suoi cloni (o almeno di quelli che ho visto io) riesce a inquadrare correttamente la psicologia di un essere umano che rimane intrappolato nella realtà virtuale dei MMORPG. Nel caso di "Overlord" il protagonista liquida la faccenda in due minuti: non c'è paura per l'evento straordinario in cui si è piombati, non c'è travaglio psicologico, non si pone come obiettivo principale del protagonista e come punto cardine della storia l'intenzione di tornare al più presto nel mondo reale. Ainz decide di conquistare il mondo per cercare di capire se c'è qualche altro giocatore rimasto intrappolato come lui in quel posto; ma a parte questo non fa altro: non si chiede cosa abbia provocato questa situazione, non cerca di capire se ci sono via d'uscita e così via. Il suo unico intento è quello di incontrare qualcuno come lui col quale, magari, bere una birra insieme. E, a mio avviso, questo è un difetto che mina alla base la credibilità di tutta la storia.

Con altri anime che avevano lo stesso peccato originario sono stato, in passato, molto più severo; nel caso di "Overlord", invece, almeno la sufficienza vorrei dargliela. Se si chiude un occhio su questa faccenda, infatti, questo titolo risulta più che discreto. E mi chiedo come sarebbe stato se si fosse evitata la pagliacciata del videogiocatore intrappolato: sicuramente avrebbe avuto tutt'altra valutazione.