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Amo questa serie. Anche se siamo solo al secondo capitolo, anche se inizia a mostrare crepe nel game design e riciclo di elementi di trama. Il fatto che sia tornata a scrivere una recensione dopo mesi dovrebbe dimostrarlo, più del numeretto che la accompagna. Amo la serie "Bravely" perchè mi dà tutto quel che cerco in un gioco di ruolo alla giapponese: un battle system perfetto, una direzione artistica che la faccia spiccare fra i videogiochi-con-la grafica-fotorealistica-dell'anno, le classi, la personalizzazione dell'esperienza di gioco, una trama conservativa ma appassionante e dei personaggi a cui è facile affezionarsi.

Bravely Second:End Layer è ancora più comodo da giocare di Bravely Default : il grinding è diventato meno noioso, grazie alla possibilità di affrontare battaglie in serie per accumulare crescenti ricompense, al minor numero di PC richiesti per portare al massimo livello le classi, all'Avventuriero che adesso offre una comoda tenda per ripristinare HP/MP a un passo dal boss per una modica cifra. In ogni momento si può cambiare lingua, difficoltà, modalità di salvataggio e tasso di incontri con i nemici, fino a portarli a 0; saltare i filmati per concentrarsi sul gameplay o viceversa. Come se non bastasse ogni mappa del dungeon riporta il livello consigliato per superarlo e il bestiario incluso nel gioco offre suggerimenti per sconfiggere qualsiasi nemico, anche i patetici goblin. Bravely Second si premura di scortare il giocatore in (quasi) ogni suo passo, fino a costringerlo a correre da un punto esclamativo all'altro. Tutto il resto è una battaglia: gira che ti rigira si finisce per combattere un boss per ottenere il suo asterisco, ovvero la classe. Le cose extra da fare sono ancora poche e poco remunerative: ritorna il villaggio da ricostruire con gli abitanti scambiati via streetpass/spotpass, si aggiunge un minigioco di fabbricazione di pupazzi per bloccare soldi e canzoni. Entrambi alla lunga stufano e, ironia della sorte, vengono presto abbandonati per il divertimento scatenato dal sistema di Brave e Default, ancora fresco e "giocoso".

Venendo alle note dolenti e gioiose insieme: la trama. Ho scelto in questa recensione di iniziare dal gameplay e prendermi il tempo di rispondere alla temuta domanda: no, il "ciclicità"dei capitoli 5-8 di BD è assente in BS, che pure ripropone i concetti di viaggio nel tempo e multiverso . Del resto, se la morale del primo gioco era "l'importanza di disobbedire", qui si parla del "coraggio per ricominciare", e l'oggetto totemico è la clessidra, quindi era inevitabile.
Sono passati solo due anni e mezzo dagli eventi del primo capitolo ma a Luxendarc sono in arrivo grandi cambiamenti: i cristalli elementali sono al sicuro, Agnès è diventata Papessa ed è pronta firmare il trattato di pace tra l'Ortodossia e il ducato di Eternia. Purtroppo la cerimonia ufficiale viene interrotta da un nuovo nemico ("cattivo" è un aggettivo inappropriato in questa saga), il Kaiser Oblivion, un misterioso figuro determinato a distruggere la dimensione in cui vive. Quindi rapisce Agnès e la porta sulla sua bizzarra fortezza volante, lasciando ai suoi scagnozzi il compito di seminare caos e distruzione. I nuovi protagonisti Yew e Magnolia dovranno allearsi ai graditi ritorni Tiz e Edea per fermare i suoi folli piani, combattere la minaccia dei mostruosi Baal e, nel tempo che resta, salvare di nuovo il mondo.

Se vi è sembrata una trama scontata e generica, avete ragione. Nella serie "Bravely" non importa la storia quanto la narrazione e quella di questo capitolo ha, purtroppo, tanti alti e bassi dovuti al numero di sceneggiatori coinvolti. I primi tre capitoli ad esempio sono molto lenti e hanno poco mordente: non si avverte l'urgenza di raggiungere il final boss e menarlo, i protagonisti sembrano piuttosto intenzionati a provare le specialità culinarie del globo terraqueo, festeggiare, chiacchierare di cose futili. Ci son fin troppe gag, comparsate, strizzate d'occhio ai fan del prequel per provare interesse per quel che sta succedendo, per quanto drammatico sia. Per intenderci, è come se in ff7 si passasse direttamente da Cloud vestito da donna alla fine del primo Cd. Questa altalena di emozioni si ferma alla fine del quarto capitolo per diventare una salita continua verso un bellissimo, romanticissimo finale, che chiude tutte le domande rimaste in sospeso dal prequel e apre timidamente le porte per Bravely Sword. Impeccabile, ancora una volta, la scrittura dei personaggi principali, in particolare i protagonisti che nel giro di poche decine di ore maturano sensibilmente, fino a diventare compagni insostituibili del giocatore. Personalmente apprezzo la presenza di "bravi ragazzi" come Tiz e Yew in un genere popolato di tenebrosi bishonen, e ritengo Edea una delle migliori tsundere della storia (anche se a tratti mi preoccupa la sua voracità). Forse Magnolia è quella che più ha perso tratti distintivi nel passaggio tra un capitolo e l'altro per coprire il più tradizionale ruolo di guerriera vendicatrice e aspirante mogliettina.

Il più grosso difetto di Bravely Second non è l'aver riproposto ambientazioni ed elementi di gioco di BD, data la natura di seguito diretto, quanto la sua localizzazione. Si è già parlato per mesi delle censure di livello grafico, che possono o meno disturbare l'utenza; ma quando si vanno a tagliare contenuti di trama o ci si inventano frasi per coprire silenzi, ripetizioni e riferimenti a meme giapponesi la situazione è grave. La traduzione non altera il senso generale dei dialoghi ma ci mette del suo per rendere le conversazioni più noiose. Ci sono casi di nomi e affermazioni che nel testo diventano monologhi, evidenti perfino a chi non mastica la lingua. I più fortunati potranno settare il gioco in giapponese, gli altri dovranno accontentarsi di testi "alla Ace Attorney".
Un caso più ambiguo di modifica di contenuti riguarda le missioni secondarie, per spiegare il quale non posso evitare di spoilerare. Più volte nel gioco compariranno degli eventi, segnalati in blu nella mappa, che richiedono di prendere posizione tra due fazioni. Schierarsi a favore di una farà in modo che il leader dell'altra ci sfiderà e potremo ottenere il suo asterisco. Nella versione giapponese del gioco ogni scelta aveva ben quattro esiti e in quella occidentale se ne possono vedere solo due. Le conseguenze di questa modifica sono sia strutturali che morali: in questo modo si potranno ottenere tutte le classi in una sola partita, ma qualsiasi cosa decideremo non avrà un significativo impatto nella storia. É più difficile scegliere di togliere l'acqua a una tribù nel deserto per aiutare lo sviluppo di una nuova energia rinnovabile, sapendo così di condannarla a una vita di stenti. Nella versione localizzata i finali negativi sono stati tagliati ma pare per decisione della stessa Square-Enix in risposta al feedback negativo dell'utenza giapponese, quindi non può considerarsi censura.

Mi sono dilungata troppo e temo che dallo scritto siano emersi più i pregi che i difetti, ribadisco che i due " Bravely" mi sono piaciuti allo stesso modo per ragioni diverse: il primo punta a stupire per l'elemento di novità, la cura del confezionamento, le botte date alla quarta parete e le musiche adrenaliniche; il secondo si prende il suo tempo per chiarire questioni , strappare qualche risata e raccontare una storia d'amore di scaldare il cuore. Potendo andrebbero comprati e giocati insieme in modo da completarsi a vicenda, in attesa di un terzo capitolo con classi ragionate, dungeon ispirati e una avventura bella dall'inizio alla fine, capace di fregiarsi del titolo di capolavoro.