logo GamerClick.it

6.0/10
-

"Banana Fish" è la trasposizione animata del famoso manga di Akimi Yoshida degli anni '80, questa volta ci troviamo nella New York di fine anni 2010, dove un uomo morente consegna un oggetto a un teppista di strada, dicendogli un indirizzo e le parole "Banana fish", parole che quel teppistello conosce bene, ma qual è il collegamento fra questi due individui?

Avevo sentito parlare molto bene di "Banana Fish" in lungo e in largo, quindi anche se lontano dalla mia comfort zone, gli ho dato una possibilità. Che dire: è stato abbastanza una delusione, mi sono trovata davanti due protagonisti alquanto inverosimili. Il primo, Ash, è quasi immortale, bellissimo, fortissimo, intelligentissimo, il suo unico difetto è un caratteraccio che lo rende solo più affascinante. Eiji invece non sa di niente, è piatto, ingenuo, fin troppo buonista, tra i due sicuramente quello che mi ha convinto di meno. Le loro vite sono agli opposti, posso capire fino ad un certo punto il perchè Ash si affezioni a Eiji, lui rappresenta la vita tranquilla che non ha potuto avere, sembra l'unico che riesce a calmare il suo animo tormentato. Eiji invece non si capisce bene cosa faccia lì, non fa assolutamente parte di quel mondo eppure dal loro primo incontro, rimarrà attaccato ad Ash con assoluta fedeltà per via di un sentimento altruistico senza senso. Più volte ha rischiato di farsi ammazzare e più volte, per colpa sua, Ash ha rischiato di farsi ammazzare, ma a quanto pare non ha mai capito che era solo di troppo, non fa quasi niente di concreto per quasi tutti gli episodi se non seguire Ash come un cagnolino o rimanere nascosto. Nessuno rimarrebbe così attaccato ad una persona appena conosciuta a costo della vita, l’ho trovato fastidioso. I personaggi di contorno sono ben caratterizzati soprattutto gli adulti che sembrano gli unici che agiscono verosimilmente, tutti a parte uno, Papa Dino che per la prima metà dell'anime continuerà a ripetere che vuole uccidere Ash con le sue mani e per la seconda cambia completamente obiettivo dal nulla. I personaggi di contorno giovani invece, se pur ben caratterizzati, agiscono anche loro in maniera inverosimile con tutto il discorso delle bande, sembra che quest'anime volesse dare un'idea più positiva delle bande da strada, ma a me sinceramente non piace il messaggio un po' controverso che lascia passare.

Diciamo che quest'anime tocca tanti temi importanti e delicati ma nel modo più sbagliato, non sono riuscita a prendere seriamente la gravità delle azioni di molti personaggi perchè secondo me, quest'anime li tratta con troppa leggerezza. Ash è un personaggio che ha passato le peggio cose di questo mondo, ma veramente in pochi punti ho sentito la pesantezza di quelle azioni. Mozione speciale per Lee, un nemico dalla psicologia abbastanza interessante, a parte qualche azione un po' nonsense è passabile.

Per la trama invece, l'anime si lascia guardare, ha dei buoni incipit anche se mi sembra che nell'ultima parte si perda un pochino. E niente: semplicemente quest'anime non faceva per me, non sono riuscita a prenderlo sul serio, nonostante gli importanti temi trattati e le molte cose tragiche che succedono nel corso degli episodi. Finale deludente come tutto il resto dell'anime e non so che altro dire, non lo boccio del tutto solo perché riconosco che non è il mio genere. L'animazione è ok e mi sono piaciute molto le opening e le ending. Consiglio quest'anime agli amanti degli shonen ai/ yaoi e basta.