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La Goen porta a termine un'altra serie, 'E se fosse amore?' manga shoujo in 10 volumi, opera prima e per ora unica di Hiromu Muto, direi dagli esiti più che discreti, seppure non perfetti.

Opera a sfondo scolastico/sentimentale che ha per protagonisti degli adolescenti alle prese con i consueti problemi d'amore, si sviluppa in maniera singolare, giocando sull'ambiguità dell'attrazione e sulla confusione sessuale che può cogliere i giovani alle prime esperienze amorose, e lo fa con i toni della commedia, senza diventare pesante o drammatica, adottando un approccio delicato alla tematica.

Ichino Himemori è una ragazza che disprezza e odia i maschi, a causa di cattive esperienze famigliari che l'hanno condizionata; frequenta una scuola dove le sezioni maschile e femminile sono separate, e per caso fa la conoscenza di un compagno di scuola, Arata Tanaka. I primi approcci tra i due non sono troppo amichevoli, Ichino è palesamente ostile, chiusa nei suoi pregiudizi, e non pare avere nessuna voglia di relazionarsi con il ragazzo.

Arata, classico personaggio da shoujo, bravo ragazzo pieno di buone intenzioni, per superare le diffidenze della ragazza, che tende a vedere tutti i maschi come potenziali, pericolosi depravati, incoraggiato da un amico, si traveste da donna e assume le sembianze della bella e affascinante Shino. In realtà, Arata non si improvvisa travestito di punto in bianco; ha dei trascorsi che coinvolgono perfino Ichino, e in seguito scopriremo meglio la relazione tra i due personaggi. Sotto mentite spoglie, Arata/Shino inizia a frequentare Ichino, al punto che tra i due nasce un' affettuosa amicizia, che presto si evolve in una specie di amore platonico tra ragazze. Naturalmente Arata mette in gioco sentimenti molto meno platonici, un vago senso di colpa, oltre la paura di essere scoperto e ferire la ragazza di cui è innamorato. Con queste premesse, le situazioni equivoche si sprecano, accentuate dalle interferenze di altri personaggi secondari, gestiti in maniera altalenante: la figura più interessante è il fratello maggiore di Arata, Uruha, personaggio ambiguo dalle fattezze femminili, che stuzzica e critica il comportamento di Arata. Michiru è l'amica gelosa e un po' fastidiosa, presenza che ho trovato irrilevante ai fini della storia, e c'è perfino un vecchio amico di Ichino, interessato a lei, e sospettoso nei confronti di Shino.

La prima parte della serie fino al sesto/settimo volume è quella che viene sviluppata meglio, anche nei dialoghi; tutto è abbastanza lineare e ben descritto, senza forzature, con le interazioni dei due ragazzi, che affrontano situazioni tipiche del genere, gli appuntamenti, la gita alle terme, gli esami scolastici, mentre nasce un sentimento che crea confusione e turbamento. In parallelo avverrà un lento e graduale avvicinamento tra Arata e Ichino, e l'atteggiamento misantropo della ragazza inizierà a cambiare.

Quelle che ho trovato un poco mal gestite e trattate in maniera confusionaria, sono le dinamiche all'interno dell'istituto scolastico, che vede schierati su due fronti opposti ragazzi e ragazze, cosa solo vagamente accennata all'inizio del manga; c'è uno stacco netto tra quello che succede dentro e fuori la scuola, cosa che rende la narrazione dei fatti disomogenea. Inoltre, la sorta di guerriglia che scoppia tra maschi e femmine, mi è parsa eccessiva e un po' troppo inverosimile; le parti sembrano odiarsi senza motivazioni serie, guidati unicamente da convinzioni personali, o peggio, dicerie stupide e senza fondamento. Tutto sembra succedere all'improvviso, perfino alcuni personaggi saltano fuori come conigli da un cilindro, e prendono troppo spazio, rispetto alla storia principale tra Arata e Ichino, che pure sono uniti, in questa fase. Si salta da una situazione ad un'altra in maniera così repentina, che si ha l'impressione di aver perso qualche dettaglio importante.

Il finale è 'tiepido', in linea col tenore generale della storia che ha un andamento tranquillo; non ci sono grandi scossoni, pentimenti o drammi che sconvolgono le vite dei protagonisti.
Il manga gioca su toni più leggeri e umoristici, non è mai stucchevole né melenso, nota che trovo molto positiva; abbiamo solo la scoperta della verità e l'accettazione dei sentimenti, ma ammetto che in alcuni momenti, avrei voluto vedere e sentire un poco più di pathos.

Disegni esteticamente gradevoli, a volte un po' spigolosi, dalle linee essenziali e geometriche, che diventano più dolci e deformati nelle parti comiche, assolvono bene il loro compito.
Consiglio la serie a chi apprezza gli shoujo e magari cerca storie carine, leggere e divertenti; se non apprezzate le melensaggini, i toni troppo sdolcinati, qui non ne troverete, anzi tutto è abbastanza equilibrato, a tratti perfino ironico.

La prima parte del manga sarebbe da 7, ma cala un po' verso gli ultimi volumi, unico 'difetto' che mi sento di sottolineare.
Da qui, il mio voto finale.