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Il primo special descrive gli ultimi giorni di vita dei sayan: gli scimmioni sono più potenti che mai e Zarbon chiede a Freezer se per caso non sia meglio distruggerli. Il crudele sovrano accetta, dato che, da buon tiranno, ha paura delle cospirazioni e ben presto arriverà la fine per la gloriosa razza. Verrebbe voglia di dire che la trama del film sia tutta qui, come l’abbiamo vista nella serie televisiva.
Ma invece no, un piccolo granello di polvere cercherà, ma con scarsa fortuna, di fermare la tragedia. Si tratta del guerriero d’infimo livello Bardak, padre di Goku! Grazie ad un dono inaspettato, la capacità di vedere il futuro, ottenuta in un combattimento appena vinto, riesce ad accorgersi del futuro che attende il suo pianeta e cercherà d’avvisare il suo popolo. Non aggiungo altro.

Come storia indubbiamente è interessante, serissima, con un vero eroe tragico. Ed è bello vedere una donna sayan una volta tanto. Ma allo stesso tempo vi sono alcune ingenuità di fondo. Se i sayan sono così bellicosi, perché si fidano così tanto di Freezer? E, viceversa, perché il re cerca d’attaccarlo in un duello solitario senza usare un attacco in massa e la trasformazione in scimmione? Freezer aveva quindi ragione a temerli o no? Difficile dirlo ma la scena finale della morte di Bardack varrà il prezzo del biglietto e, al netto delle ingenuità, complice l’ottima grafica e la valida regia, un otto lo posso dare.