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E finalmente, dopo una lunga assenza, rientra in scena una nuova stagione di “Lupin III”, ambientata in Italia per di più. Vederla è stata un’avventura anche per me, poiché molte erano le domande che assillavano la mia mente e tante le incognite.

Sorvolando sulla pessima gestione e la sigla orribile da parte di Mediaset, su cui si è detto tutto, vediamo le molte cose su cui non ci si può non interrogare. In primo luogo, Lupin ha dimenticato Fujiko per innamorarsi sul serio di un’altra? E la serie avrà un’anima propria o sarà un fallimento come la terza stagione? Sarà una vicenda unica o solo un’accozzaglia di puntate? E il nuovo arci-rivale Nix, agente dell’MI6, non sarà un voler far troppo, un rendere le cose troppo complicate? Come avrete capito, già dopo poche puntate ero già nei dubbi fino al collo. Ma ben presto le cose si sono chiarite.
La storia ha una sua anima, poiché Lupin non sarà cinico come nella prima stagione ma nemmeno troppo giocherellone, per cui raggiunge quello che definirei non un equilibrio ma una vera e propria anima autonoma, che lo rende diverso dalle altre tre stagioni. Nix si rivela un avversario davvero interessante, non me ne vogliate, ma mi ricorda un po' il T1000 di “Terminator 2”, anche se non so il motivo. Rebecca, pur pesantemente ispirata a Paris Hilton, risulta un buon personaggio, molto più complesso e affascinante, che soffre di un amore che l’ha ferita completamente, per cui merita rispetto. Paragonata a Fujiko, beh, la sfida è interessante, poiché Fujiko è a mio avviso una donna che antepone molte cose all’amore, in primis la ricchezza. Rebecca è invece una ragazza già ricca e che ragazza vuole restare, come se il balzo all’età adulta, che, senza volerlo, ha iniziato a compiere con il suo amore sfortunato e che non è riuscita a completare, le abbia fatto passare la voglia di riprovarci e di diventare veramente adulta. Non a caso ha un maggiordomo che veglia su di lei al posto dei genitori morti. In ogni caso è un personaggio autonomo rispetto a Paris Hilton e agli antipodi rispetto alla satira al vetriolo della Hilton fatta in “South Park”. Lupin, poi, al solito non vuole decidersi, ma per questa volta non è un problema. Personalmente, avrei scelto Rebecca.
La trama, poi, è un perfetto equilibrio tra una serie a episodi, dato che varie puntate saranno autoconclusive e non serviranno a nulla per la trama generale, e una serie completa. L’idea poi di aggiungere un villain così particolare mi ha lasciato un po' deluso, poiché si sarebbe potuto approfondire meglio. Anche Nix avrebbe potuto dare molto di più, se fosse stato approfondito ancora di più. Zenigata merita un dieci, perché finalmente sarà il poliziotto tutto d’un pezzo che merita di essere. Daisuke Jigen e Goemon fanno il loro senza brillare. Già, dato l’episodio della dottoressa, Daisuke ha mostrato per l’ennesima volta di non saperci fare con le donne...

La grafica e la regia sono buone, ma in molti episodi si sarebbe potuto fare di meglio da un punto di vista grafico. Le sigle giapponesi sono valide e la ricostruzione di San Marino, posto che ho visitato e mai dimenticato, è ottima.

In conclusione, siamo in presenza di un prodotto ottimo cui assegno un otto con entusiasmo e, allo stesso tempo, a malincuore, poiché si sarebbe potuto fare ancora meglio, aumentando l’approfondimento. Ma allo stesso tempo avere un simile livello con un mito come Lupin è già tanto, non vi pare?