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6.0/10
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"Oldboy", uscito nel 2013 per la regia di Spike Lee, è il secondo adattamento cinematografica del manga di Garon Tsuchiya e Nobuaki Minegishi, che nel 2003 era già stato filmato dal regista coreano Park Chan-wook.
Questa versione è ambientata nella patria del regista, cioè gli Stati Uniti, come "Old Boy" di Park Chan-wook era ambientato in Corea del Sud. In questa trasposizione il protagonista, di nome Joe Doucett e interpretato da Josh Brolin, è un dirigente d'azienda spregiudicato, prepotente e vizioso, che un giorno si ritrova rinchiuso in una stanza d'albergo dalla quale non può uscire; i suoi rapitori gli forniscono i pasti e generose quantità di superalcolici, che inizialmente consuma smodatamente. Dalla televisione apprende che sua moglie è stata uccisa e che, essendo latitante, è il principale sospettato, e che sua figlia è stata adottata. Rimane in tale condizione per anni e, dopo essere riuscito finalmente a liberarsi, intende vendicarsi di chi gli ha rubato la vita.
Il film ha avuto moltissime critiche negative, sia da parte di chi non conosceva il manga e la precedente trasposizione coreana, per il quale la trama era assurda e la violenza troppo gratuita, sia da parte dei fan dell'opera originale e del film di Park Chan-wook, che in gran parte hanno ritenuto che lo spirito originario dell'opera si fosse perduto. Secondo me il regista ha cercato di realizare un prodotto che fosse "accettabile" per un pubblico occidentale, anche riducendo la quota di violenza che nell'"Old Boy" coreano arrivava ad essere disturbante anche per chi avesse lo stomaco abbastanza forte, ma a giudicare dalle reazioni non ci è riuscito nel modo sperato; andrebbe comunque apprezzato l'impegno suo (Lee e e rimane un grande cineasta, anche quando si applica a lavori più "commerciali") e degli interpreti.