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5.0/10
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È finito! Finalmente!
Forse non è bello esultare per la fine di un manga così presto perché vuol dire che l’autore, che magari ha dedicato tutto se stesso all’opera, ha fallito.
Due volumi per Shuhei Tanizaki è un risultato migliore del tentativo che ha fatto nel 2016 e che è durato un solo volume…
Ma qual è stato il motivo per cui non ha funzionato?
Io ho trovato brutta la caratterizzazione fisica dei personaggi anche se in alcune tavole i disegni sono buoni, ho trovato altresì banali i personaggi a cui la trama manca di dare spessore.
Diciamo la verità manca poi un villain interessante: tutti quelli prospettati durano al massimo due tre episodi: in pratica sono carne da cannone sparata li come succedeva in passato col mostro della settimana dei cari e vecchi robottoni: una formula ormai improponibile.
Certo l’autore l’ha fatto per calibrare il tiro e poi sembrava a noi lettori una caduta ancora più veloce del manga che è durato più di quanto prospettavano le voci ma non abbastanza per prendere decisioni più coraggiose. Gonron Egg non propone niente di nuovo: ciò non è una cosa che per molti significa axaggio, molte opere sono piene di stilemi rubati a manga entrati nella storia e riescono a piacere nonostante ciò: formula che vince non si cambia, ma bisogna comunque nascondere questi furti con una patina di novità, se si è fortunati anche se non si fa nulla di nuovo manca (in questo caso) un battle shonen fantasy proprio in quel momento… A Shuhei Tanizaki non è andata così bene: Nue’s Exorcist, Ultimate Exorcist Kiyoshi, Ichi the Witch, One Piece… insomma cose migliori o arrivati prima e dunque con una fans base già esistente…
Voto? Cinque...