Recensione
Assassin's Creed Mirage
7.0/10
ci troviamo nella Baghdad del IX secolo, capitale del allora impero abbaside. basim ibn ishaq è un ladruncolo di particolare astuzia che vive nella periferia della città. un giorno, a causa di sfortunati eventi, finirà immischiato nelle vicende del ordine degli antichi e degli occulti.
questo è come inizia assassin's creed Mirage, capitolo "collegato" a ac valhalla ( anche se io lo giocato senza sapere nulla del gioco precedente), ci riporta in un ambientazione molto cara ai fan della saga, cioè nel mondo arabo. l'Ubisoft, grazie a questo nuovo capitolo, riesce a l'avvicinare quella parte del fandom che aveva abbandonato la serie degli assassini a causa dei cambiamenti nel tempo. Baghdad è un città stupenda sia in senso estetico (interessante l'architettura del tempo) sia perché molto adatta al esplorazione e al parkour. la storia ad ambientarsi bene nella società del tempo e il protagonista, grazie al grande doppiaggio di Claudio Moneta, riesce a farci immedesimare.
punto spinoso del capitolo è il sistema di combattimento, da molti ritenuto "troppo semplice", anche se ritengo che sia godibile e che rispecchi molto i riflessi necessari per combattere. stealth solito, che funziona in maniera egregia.
sfortunatamente ha anche dei difetti: nel passaggi d'intermezzo nella storia si sente un sensazione di "vuoto", l'AI dei nemici è abbastanza semplice da battere e il finale lascia un po' a desiderare.
capitolo consigliato da provare.
questo è come inizia assassin's creed Mirage, capitolo "collegato" a ac valhalla ( anche se io lo giocato senza sapere nulla del gioco precedente), ci riporta in un ambientazione molto cara ai fan della saga, cioè nel mondo arabo. l'Ubisoft, grazie a questo nuovo capitolo, riesce a l'avvicinare quella parte del fandom che aveva abbandonato la serie degli assassini a causa dei cambiamenti nel tempo. Baghdad è un città stupenda sia in senso estetico (interessante l'architettura del tempo) sia perché molto adatta al esplorazione e al parkour. la storia ad ambientarsi bene nella società del tempo e il protagonista, grazie al grande doppiaggio di Claudio Moneta, riesce a farci immedesimare.
punto spinoso del capitolo è il sistema di combattimento, da molti ritenuto "troppo semplice", anche se ritengo che sia godibile e che rispecchi molto i riflessi necessari per combattere. stealth solito, che funziona in maniera egregia.
sfortunatamente ha anche dei difetti: nel passaggi d'intermezzo nella storia si sente un sensazione di "vuoto", l'AI dei nemici è abbastanza semplice da battere e il finale lascia un po' a desiderare.
capitolo consigliato da provare.