Per questo quarto appuntamento di preparazione ad Essen, partiamo da un gioco molto particolare, un legacy, per poi passare ad un gioco di un desiner molto popolare, arrivando infine ad un gioco prettamente economico e magari dall'aspetto meno accattivante. 

Sottolineo anche questa volta che l'aspettativa che ho per i titoli sia frutto di gusti ed esigenze personali, per cui prendetele quel quello che è, ovvero un'espressione numerica di quanto credo potrà piacermi.

 

Azul

Azul 01

Azul è uno dei non così frequenti giochi ideati in solitario da Michael Kiesling e devo ammettere che, fino a quando ho iniziato a leggere le regole, non mi ispirava nemmeno un po’. Colpa della scatola, bella ma che mi comunicava ben poco, e forse del tema: sarete degli artisti moreschi impegnati a realizzare un mosaico.
Il gioco è di quelli semplicissimi da spiegare, può essere giocato in credo 45 minuti massimo da 2 a 4 giocatori.

Usa un sistema di “tiles drafting”: vengono posizionati sul tavolo degli spazi, 2 per ogni giocatore, e distribuiti su di essi 4 pezzi di mosaico. Ogni giocatore riceve una plancia a doppia faccia, una per la versione base e l’altra per l’avanzata, con una griglia 5x5. Il vostro obiettivo è quello di completare il mosaico per quanto possibile con i pezzi a disposizione. Nel proprio turno il giocatore prende da uno degli spazi tutti i pezzi di mosaico di un colore e li piazza sulla sua plancia, nella parte a sinistra che prevede, dall’altro verso il basso, 1 spazio per la prima riga, 2 per la successiva, 3, 4 e 5 per l’ultima. I pezzi che non sono stari presi dallo spazio, perché di un altro colore, finiscono al centro del tavolo a fare compagnia al tassello primo giocatore. E’ possibile prendere i pezzi di mosaico anche dal centro, con le stesse regole, ma il primo che decide per tale opzione prende anche il tassello primo giocatore, che darà un vantaggio per il turno successivo, ma finisce nei pezzi scartati e fornirà un malus di punti.
 
Azul 02

Ogni riga può contenere solo un colore e questo colore deve essere quello di uno spazio ancora a disposizione nella griglia. Non si possono iniziare nuove righe di un colore se tale colore è già presente in un’altra riga e questa non è completa: se per esempio scegliete una riga da 2 e prendete 3 pezzi, il pezzo in eccesso finirà tra gli scarti e vi darà un malus nella fase di punteggio, non lo potete ridistribuire altrove.
Il gioco continua in questo modo fintanto non ci sono più pezzi di mosaico da prendere e a quel punto si passa alla fase di punteggio: le righe completate permetto di posizionare il pezzo di mosaico più a destra nella griglia, mentre i rimanenti vengono rimessi nella scatola. A questo punto il giocatore guadagna un punto per ogni pezzo adiacente verticalmente o orizzontalmente a quello posizionato, compreso quest’ultimo, che viene contato sia per la riga che per la colonna. Si prosegue dall’alto verso il basso per ogni riga completata, poi si sottraggono i punti per i pezzi finiti nella riga degli scarti.

La partita prosegue fintanto un giocatore riesce a completare una riga, pertanto per almeno 5 round. A quel punto i giocatori che hanno completato righe guadagnano 2 punti extra ognuna, chi ha completato delle colonne 7 punti ognuna e chi ha collezionato dei set di 5 tasselli dello stesso colore guadagna altri 10 punti per ogni set.
  
Aspettative: 5/5
Per me è un acquisto certo: regole estremamente semplici, facili da spiegare e imparare, scelte significative e vi è la possibilità di giocare partite avvincenti con tutti, non solo con chi è già un giocatore navigato. Tutte le informazioni sono sul tavolo dall’inizio del round per cui si può pensare a come si potrebbero muovere gli avversari e valutare una strategia. L’unico elemento lasciato alla fortuna sono i pezzi di mosaico che scendono ogni turno e la loro disposizione, ma si può contare che è rimasto e fare delle speculazioni.
Posso immaginare che piacerà a mia moglie, a molti amici e che scenderà sul tavolo spesso, anche in quanto è molto bello da vedere. L’unico dubbio è sulla longevità, ma quella dovrò valutarla a gioco acquisto. Credo che lo pre-ordinerò.
   
Azul 03

 

 

Calimala 

Calimala 01

Calimala è un interessante gioco prodotto da un designer italiano, Fabio Lopiano, in cui ci viene proposto di indossare i panni di un gruppo di commercianti fiorentini che cercano di vendere delle stoffe in giro per l’Europa acquistando ricchezza e, non meno importante, usandola per acquisire prestigio in città sponsorizzando l’arte e l’’economia di Firenze, contribuendo alla costruzione di monumenti ed edifici che passeranno alla storia.
 
Si tratta di un tema puramente funzionale alla meccanica di gioco, che punta tutto sul meccanismo di selezione delle azioni e di punteggio, che in effettui trovo quantomeno interessanti. Nella plancia è presente una sezione in cui si il giocatore è chiamato a posizionare i propri dischi in modo che siano confinanti a due tasselli che vi permettono di effettuare altrettante azioni. Fino a qui nulla di nuovo e interessante, le complicazioni vengono quando qualcuno vuole posizionare il proprio disco dove è già presente qualcun altro: a quel punto, dopo aver effettuato le azioni, il giocatore offre la possibilità ai proprietari dei dischi sotto al suo di fare altrettanto. Ogni spazio può contenere fino ad un massimo di 4 dischi, quando ne viene aggiunto un quinto questo caccia via quello più in basso che va a finire nella parte di tabellone dove sono presenti i segnalini punteggio, attivandolo per tutti i giocatori. Non si può scegliere quale punteggio attivare, si procede in sequenza e, pertanto, potete programmare le vostre mosse sapendo in modo chiaro che succederà. E’ importante pensare sia alla azioni che volete fare, sia a come posizionarvi per non rischiare di attivare un punteggio al momento sbagliato.

Tutto il resto del gioco è funzionale a questa meccanica: prendere materie prime, spedirle via nave, che dovrete avere acquistato, costruire negozi per poter commerciare le vostre merci nelle altre città, donare risorse per costruire importanti monumenti a Firenze e così via.

Calimala si gioca da 3 a 5 giocatori in massimo un’oretta e mezza.
 
Aspettative: 3/5
Sebbene non sia bellissimo da vedere, il gioco pare funzionare molto bene e mi ispira non poco. Una meccanica semplice, in parte originale, e che sono davvero curioso di sperimentare. Sia il posizionamento delle azioni che della sequenza dei punteggi è variabile, elementi questi che potrebbe garantire una buona rigiocabilità. Sicuramente non si fa notare sul tavolo, sembra quasi un gioco di altri tempi, ma probabilmente anche questa è una caratteristica che mi affascina, più che frenarmi. Calimala gioca tutte le sue carte sul sistema adottato per la selezione delle azioni e su come vengono attivati i punteggi, tutto il resto è piuttosto ordinario. Sarà abbastanza?  Non so perché, ma ho la sensazione che potrebbe.
 
Calimala




 

Pulsar 2849

Pulsar 2849

Pulsar 2849 è un titolo che appare ben più moderno e si affida principalmente su una meccanica di “dice selection”, ma che introduce anche elementi di esplorazione e engine building.

Per capirci, pensate a Grand Austria Hotel o a Yspahan, dove i dadi dopo essere tirati sono messi nella sezione di plancia dedicata all’apposito numero. Ogni giocatore può prenderne uno e decidere che azione fare tra quelle disponibili, che spesso necessitano di un numero particolare. Come prima cosa può usarli per attivare una tecnologia nella propria plancia: ogni giocatore ha una plancia a piramide, dove è necessario sbloccare le tecnologie ai livelli inferiori per poter arrivare a quelle più avanzate.

In alternativa è possibile usare il dado per acquistare tecnologia aliena, che diventa disponibile lentamente, o per comprare mega strutture che forniscono ulteriori bonus. Infine, se nessun posizionamento vi soddisfa, potete usare il dado per esplorare lo spazio: muoverete l’ astronave esattamente di un numero di spazi pari al numero scelto e se passate per un sistema solare dovrete posizionare un vostro segnalino su un pianeta inesplorato. Se vi fermate, invece, potete metterlo su un pianeta e prendere il relativo bonus. Se optate invece per una pulsar, potrete prenotarla e usarla in seguito per costruire infrastrutture che vi daranno bonus e punti per il resto della partita.

C’è un altro fattore da considerare quando si sceglie il dado: dopo averli tirati viene messo un segnalino nella posizione di mezzo, per esempio tra il quarto e il quinto se sono 8. Se decidete di prendere un dado dovete spostare il vostro segnalino nel tracciato dell’ordine di turno o in quello degli ingegneri. Se per esempio prendete un 2 e il segnalino è tra il 4 e il 5, dovrete fare diminuire uno dei tracciati di 3.
Gli ingegneri si utilizzano per ottenere ulteriori punti a fine partita o per svolgere azioni extra.
Si dovrebbe giocare in meno di 2 ore, da 2 a 4 giocatori.
  
Aspettative: 4/5
Pulsar 2849 sembra un buon gioco: il meccanismo dei dadi non è certo originale, tutavia l’aggiunta della fase esplorativa e la lotta per ottenere vantaggi nei 2 tracciati potrebbe mettere ulteriore pressione alle vostre scelte. L’unica perplessità è che forse ci sono un po’ troppi elementi che rischiano potenzialmente di rendere i turni lunghi, se avete al tavolo giocatori non molto veloci a decidere. Difficile sapere senza provarlo se la miscela di meccaniche risulti ben bilanciata e amalgamata, ma le premesse sembrano essere buone. I numerosi elementi variabili e le plance giocatore asimmetriche dovrebbero garantire una buona rigiocabilità. Sono curioso di mettermi al tavolo e provarlo.
 
Pulsar 2849
 


Potete consultare gli altri speciali di Essen 2017 finora pubblicati seguendo questi link:Fonti consultate: Boardgamegeek