Recentemente un certo Yosuke Matsuda, CEO di Square-Enix, ha dichiarato che Dragon Quest XII rivoluzionerà la serie introducendo nuovi archetipi. Una serie che da 35 anni è rimasta ancorata alle proprie origini, facendo di quella classicità la sua forza, ha deciso di cambiare rotta perché, citando le parole di Matsuda-san, “un brand deve sempre rinnovarsi”. Samurai Warriors 5 è stato presentato in un modo molto simile: un nuovo inizio nella serie di Samurai Warriors. Un'occasione per Koei Tecmo e Omega Force di rivedere le fondamenta di uno dei loro titoli più iconici, partendo da un pesante restyle che rivoluziona grafica e stile dei personaggi e arrivando persino ad affidare totalmente lo sviluppo e la direzione ai più giovani membri del team.
 

Se c’è un genere di cui effettivamente si sentiva il bisogno di una ventata di aria fresca era proprio quello dei musuo che, secondo solo agli open world, con le sue numerose e variegate declinazioni negli ultimi anni ha portato la così detta formula del “uno contro mille” ad essere più stantia e noiosa di quanto non dovrebbe. Il forte desiderio di cambiamento da parte del team dietro i Samurai Warriors è testimoniato dal fatto che prima di questo quinto capitolo sono usciti diversi spin-off che hanno realmente esplorato nuove strade, cercando forse la direzione giusta per la serie. L’esperienza maturata nei 7 anni che separano il debutto di Samurai Warriors 4 su Playstation 3 da Samurai Warriors 5 sarà riuscita a portare la serie su un nuovo livello?

La serie torna indietro nel tempo e i riflettori vengono tutti puntati sulla vita e la rivalità di Oda Nobunaga e Mitsuhide Akechi: dalla loro ascesa fino all’età adulta.


Similmente a quanto visto su Samurai Warriors: Spirit of Sanada, lo spin-off della serie che si concentrava sulla tragica storia dell’omonimo clan, anche Samurai Warriors 5 preferisce concentrarsi su due protagonisti, seguendo da vicino i momenti chiave che li hanno portati ad essere figure così note nell’immaginario giapponese e affascinanti al punto da venire ricordate ed omaggiate ancora oggi. L’impostazione si discosta leggermente dal precedente titolo, difatti al centro delle vicende non vi è solo un clan, bensì il duo Oda Nobunaga e Mitsuhide Akechi ed è proprio il rapporto di amicizia-rivalità tra i due che che fa da cardine agli eventi, arrivando a coinvolgere molte altre note figure chiave dell’epoca. Il sipario si apre dunque con un giovane e focoso Oda Nobunaga che, spinto dalla sua incrollabile ambizione, si lancia senza paura all’assalto dei potenti come Yoshimoto Imagawa (ad un passo dalla conquista del paese) e il temibile stratega Dosan Saito, il quale conta tra le sue fila il secondo protagonista del gioco, Mitsuhide Akechi.
 
Samurai Warriors 5 recensione

Oda è molto stimato da chi gli è vicino e la sua forza è riconosciuta da amici e nemici, ma il suo comportamento sconsiderato è visto con timore dal suo stesso clan, il quale teme che le sue azioni possano compromettere irrimediabilmente la sopravvivenza della famiglia. Il gioco segue con un discreto livello di dettaglio la vita dei due protagonisti, presentando in modo piacevole e chiaro le cause e gli effetti delle loro scelte e azioni, lasciando nel mentre anche il giusto spazio agli altri famosi ufficiali che prendono parte alle turbolenti guerre del periodo. La narrazione ha un buon ritmo e riesce ad introdurre bene le battaglie che si stanno per affrontare senza dilungarsi eccessivamente in dialoghi o presentazioni geopolitiche. Questa impostazione mette il focus sui personaggi e sui loro desideri piuttosto che sul contesto politico, semplificando molto lo sviluppo che porta due generali a scendere in guerra.

Forte della sua nota impostazione drammatica e delle sue tinte estremamente shonen, qui ancora più marcate grazie al nuovo stile grafico introdotto, Samurai Warriors 5 racconta la storia di crescita di Oda Nobunaga: da ragazzino determinato che insegue un sogno (definito da tutti come il folle di Owari) e che, evento dopo evento, si scontra con la realtà. Crescendo, cambiando e maturando, il percorso di Oda lo porta a scontrarsi con la realtà fino a diventare l'uomo più potente del Giappone. Discorso analogo per Mitsuhide Akechi, figura chiave negli eventi del periodo e, proprio per questo, molto approfondita grazie ad una modalità storia a lui dedicata. Le due storie narrate su Samurai Warriors 5 sono parallele e proprio per questo ricche di intrecci, tuttavia le battaglie comuni sono praticamente identiche da giocare da ambo le fazioni, condividendo anche le stesse cutscene, e questo vanifica un po’ il fascino nel seguire effettivamente in contemporanea le vicende dei due guerrieri, sicché ci si ritrova a giocare due volte gli stessi eventi, sebbene da punti di vista diversi.
 
Samurai Warriors 5 recensione

Oltre alla modalità storia, giocabile sia in singolo che in compagnia di un amico online o offline, vi è la Citadel Mode: una serie di battaglie in cui si è chiamati a difendere il proprio castello da orde di nemici e ufficiali, completando tutti gli obiettivi e sterminare le forze avversarie oppure difendendo le porte per il tempo necessario. A differenza della modalità storia, la quale alterna battaglie giocabile in cooperativa ad altre esclusivamente single player, la Citadel mode è sempre giocabile con un amico e offre sfide mediamente più impegnative, anche a causa del limite di tempo che costringe il giocatore a muoversi al meglio.

Da notare che nelle battaglie della storia la rosa di personaggi selezionabili è limitata in base all'evento, nella Citadel mode invece è sempre possibile giocare con tutti e sbloccare poi i relativi eventi unici. Gli eventi unici sono delle cutscene segrete che approfondiscono il rapporto tra i personaggi e sono sbloccabili facendo salire il livello di amicizia tra gli ufficiali, ovvero facendoli scendere in campo insieme. Queste scene, così come tutti gli eventi del gioco, sono basati sulla storia giapponese, ma come di consueto per la serie, la fedeltà è secondaria rispetto al drama e per questo motivazioni e dialoghi sono legate alla caratterizzazione del personaggio data nel gioco piuttosto che alla loro reale figura. Il cast è numericamente inferiore ai precedenti capitoli, ma resta comunque molto corposo con più di 35 personaggi all'attivo, ognuno caratterizzato da un design estremamente colorato e accattivante. Gli ufficiali utilizzabili nella modalità storia sono circa 27 e hanno un moveset unico legato all’arma preferita; quelli che compaiono come nemici e sono poi utilizzabili nella Citadel mode hanno invece un moveset generico legato all’arma.
 
Samurai Warriors 5 recensione

L’emozionante sistema di combattimento dei musuo rimane tanto epico nelle sue prime fasi quanto monotono sul lungo andare e purtroppo la varietà offerta dalla modalità storia di Samurai Warriors: Spirit of Sanada, la quale alternava le classiche battaglie di conquista ad altre di esplorazione con obiettivi più variegati, non è stata replicata in questo quinto capitolo. Le battaglie su Samurai Warriors 5 sono generalmente veloci così come veloce è la crescita dei personaggi perciò, nonostante gli obiettivi simili dei vari eventi, giocarli non annoia sicché quasi ad ogni scontro si avranno a disposizione abilità diverse con cui sperimentare, tra nuovi ufficiali giocabili e level up del protagonista preferito. Ogni evento è caratterizzato da numerosi obiettivi secondari, tutti da scoprire girando per il campo di battaglia o usando determinati personaggi, e completarli porta ad ottenere ricompense extra nonché punteggi più alte. Un ottimo motivo per rigiocare gli stessi eventi, provando tutto il cast e ottenendo materiali utili per potenziare le strutture del castello.

Se il cambio di grafica di Samurai Warriors 5 è stato un enorme cambiamento per la serie, lo stesso non si può dire per il gameplay che, per quanto animazioni e abilità possano essere diversi, il risultato finale non si discosta troppo dagli altri esponenti del genere. Sorvolando i cambi estetici, la grande novità di questo capitolo è data dall’introduzione delle Ultimate Skill, ovvero delle mosse speciali equipaggiabili da eseguire a comando con la pressione di R1 più uno dei quattro tasti base.
 
Samurai Warriors 5 recensione

Queste mosse possono essere dei semplici boost temporanei ad una qualche statistica oppure delle azioni di attacco speciali, tal volta concatenabili ad altri colpi per realizzare letali e scenografiche combo, e sono più o meno efficaci a seconda del tipo di nemico. Una volta usata una Ultimate Skill, sarà necessario attendere un po’ di tempo prima di poterla utilizzare nuovamente. Questa semplice ma piacevole aggiunta rompe la monotona alternanza di quadrato-triangolo per eseguire le classiche combo e aggiunge un leggero tocco strategico in più alla battaglia, diversificando maggiormente gli scontri.

GIUDIZIO FINALE

Samurai Warriors 5 non è affatto il cambio di direzione netto di una serie che vuole cambiare, bensì appare come la naturale evoluzione della strada percorsa dalla serie negli anni, capitolo dopo capitolo. Il cambio di grafica da “realistico” a “anime” risulta più azzeccato che mai considerando il design esageratamente pop degli ultimi capitoli e, sicché la serie Samurai Warriors ha da sempre posto il drama davanti alla fedeltà storica, non è strano vedere i famosi guerrieri dell’era Sengoku in salsa bishonen, agghindati con colori sgargianti e personalità più vicine che mai agli stereotipi degli anime.
La storia concentrata su due protagonisti piuttosto che unica per ogni ufficiale è stata una scelta vincente su Samurai Warriors: Spirit of Sanada e si riconferma tale in questo quinto capitolo: seguire le vicende di Oda e Mitsuhide è facile anche per i più ignoranti in materia di storia giapponese. Ora il giocatore non è più impegnato a mettere in ordine cronologico gli eventi che coprono tutta l’era Sengoku, collegando complessi nomi a luoghi distanti per seguire la vicenda del protagonista preferito, in questo quindi capitolo il giocatore è semplicemente libero di godersi l’epica storia di due valorosi condottieri, in una forma più dettagliata e accattivante. Affezionarsi ai personaggi con questa impostazione è facile e lo stile anime metterà a proprio agio tutti i fan delle produzioni nipponiche più recenti, ma chi non ha apprezzato i capitoli precedenti difficilmente troverà in Samurai Warriors 5 un gioco capace di fargli cambiare idea sul genere, nonostante il gameplay sia uno dei migliori della serie.

Gioco testato su Playstation 5.