logo GamerClick.it


    -

    Oltre dieci anni per arrivare alla conclusione di un'opera che ha sinceramente lasciato il segno (Alita), con 11 volumetti pieni di flashback sempre più inutili di sempre più personaggi di cui non si sentiva il bisogno... dimenticando completamente il tema dell'interiorità della protagonista (di cui l'opera porterebbe anche il nome)... ecco tutto questo e molto altro mi ha deluso.

    Ma andiamo per punti, perchè è importante prendersi il tempo pe1 [ continua a leggere]

    7.5/10
    -

    Peep hole è un hentai harem con una trama interessante per 11 numeri che crolla clamorosamente sugli ultimi due.

    Il tema principale è la violenza psicologica, con conseguente coercizione, a cui il protagonista viene sottoposto dalla vicina di casa che con un paio di stratagemmi (poco credibili) lo costringe a partecipare ad un gioco voyeuristico.

    Disegnato sicuramente bene (anche se in modo piuttosto anonimo, per capirci nulla da spartire co1 [ continua a leggere]

    8.5/10
    -

    A venticinque anni dalla sua creazione, "Battle Royale" riesce a farsi notare come un'opera significativa e attuale, capace di andare oltre i limiti del genere per toccare temi profondi legati alla condizione umana: come distinguo un amico da un nemico? Meglio assecondare un carnefice sperando di farla franca o cercare alleati per iniziare una altrettanto pericolosa ribellione?

    Sul piano narrativo, il manga si distingue per una coerenza intern1 [ continua a leggere]

    7.5/10
    -

    Q Hayashida è un'autrice coraggiosa. Ha portato avanti per 18 anni, praticamente in solitudine, un progetto immenso. Il risultato è un'opera lunga, unica e degna di essere ricordata.

    In sostanza "Dorohedoro" è un giallo horror, molto splatter, surreale e ironico. Si svolge in un mondo immaginario diviso in due, una terra verdeggiante e ricca di opportunità, abitata dai maghi, ed una seconda terra prosciugata e in rovina, abitata dagli umani.1 [ continua a leggere]
    -

    Città e infrastrutture è una serie di racconti brevi e brevissimi (dalle 4 alle 8 pagine al massimo l'uno) senza particolari trame o storie. Sono in sostanza esercizi di stile, ironici, macabri ed tendenti agli eccessi. Tra le tante opere di Kago questa raccolta non brilla di particolare luce, ci sono tante idee che sembrano ritagli di storie più dense. Lettura interessante per i già fan del maestro curiosi di conoscere tutto quello che ha creat1 [ continua a leggere]
    -

    La principessa del castello senza fine di Shintaro Kago è un capolavoro, e come tutti i capolavori possiamo sminuzzarlo a più livelli e ad ogni analisi mantiene una coerenza eccezionale.

    Il castello senza fine è una delle grandi opere della maturità di Kago, che ha trovato ormai forza e coraggio nell'inseguire fino in fondo gli spettri della sua incredibile immaginazione. Nel descriverlo, per rispetto all'opera tenterò di mantenere un punto di1 [ continua a leggere]

    9.0/10
    -

    In Kijin Gahoh ci troviamo al cospetto di uno Shintaro Kago in grandissima forma.
    Come da sua tradizione ha composto una sequenza di racconti medio/brevi concatenati per logica ed argomenti. Vuoi per la copertina bruttina, vuoi per il titolo non tradotto (in giapponese suona come "raccolta di persone eccentriche"), quest'opera si trova ancora in libreria nel momento in cui scrivo (novembre 2025), metto questo inciso perchè normalmente le opere1 [ continua a leggere]

    7.5/10
    -

    Tra le tante opere di Kago, "Brain Damage" si presenta come un piccolo contenitore di appunti e variazioni sul tema: quattro racconti autoconclusivi che alternano scene di violenza estrema a trovate surreali e a momenti di humor nero, come sempre nella cornice della sua ferrea logica surreale. La struttura a racconti indipendenti purtroppo lascia con l'amaro in bocca, manca infatti quella connessione che di solito spinge il lettore delle opere d1 [ continua a leggere]

    9.0/10
    -

    A vent'anni dalla sua stesura (serializzata nel 2006–2007) diventa splendido rileggere un'opera come "La mia Maetel" del maestro Oku.

    La trama ha un'apparenza lineare: uno sguardo domestico, pochi luoghi, pochi personaggi. Eppure quella semplicità ci stupisce: l'andamento accelera, spezza il ritmo e lascia quasi senza fiato, Oku rompe intenzionalmente la monotonia per far emergere le crepe emotive del protagonista. Il risultato è un equilibrio1 [ continua a leggere]

    2.5/10
    -

    Un'opera come "Hikari Man" se fosse stata scritta da un autore sconosciuto sarebbe finita nel dimenticatoio o, forse, sarebbe apprezzata da qualche fan che inciampa su alcune buone idee annegate in sei volumi di banalità e "fattomalismo".
    Purtroppo però "Hikari Man" esce a firma Hideo Yamamoto, lo stesso che 10 anni prima ha fatto innamorare il mondo degli otaku con la sua personalissima metafora della vita che ancora oggi risulta quasi inarriv1 [ continua a leggere]
    -

    "Super Conductive Brain: Parataxis" è una delle rare opere di Kago che si può misurare coi canoni standard. In sostanza è un racconto breve di fantascienza distopica, con tratti splatter. Volendo misurarsi con una fabula lineare, comparsa graduale di personaggi e archi narrativi semplici, è come se Kago con Parataxis volesse dire al mercato "guardate che so anche fare storie normali". Il sospetto di questa volontà mi viene anche dall'alta cura n1 [ continua a leggere]

    8.5/10
    -

    Se non hai tempo per leggere tutto, il riassunto è: Si, vale sicuramente la pena recuperare questa piccola perla dimenticata di quasi trent'anni fa... se ti interessi di hentai estremi e ambientalismo. Per capire però come queste due tematiche apparentemente lontane si leghino alla perfezione in "The Last Ma"n ho bisogno di prenderla larga.

    Gli anni '90 sono stati per i Manga un grande periodo di esplorazione e cambio di guardia. Quelli che po1 [ continua a leggere]