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Un miscuglio di innumerevoli personaggi si combattono e si sostengono, ognuno con le proprie peculiari caratteristiche, con i propri obiettivi e con i propri ideali. Una grande storia, perfettamente coerente, il cui filo conduttore si dispiega dalla prima fino all'ultima puntata, chiudendo un cerchio (per usare una figura tanto vicina all'anime) e mettendo ogni tassello al suo posto.
Nulla, o quasi, viene lasciato indietro, lasciato inteso, lasciato al caso. Ogni particolare sembra far parte di un disegno più grande, di un meccanismo perfetto messosi in moto sin dal primo secondo della saga. Ed è proprio questo il principale punto di forza di FMA Brotherhood.
Brotherhood, ossia la fratellanza, è il cuore dell'anime e io credo che sia un titolo più che azzeccato. Edward e Alphonse, due fratelli uniti da un passato terribile e da un forte legame che li condurrà a sacrificarsi costantemente l'uno per l'altro in una strenua, quanto a volte paradossale, lotta per redimersi dei propri errori e allo stesso tempo per potervi porre rimedio.

E inutile dire di più sulla storia, perché una recensione di poche righe non è in grado di cogliere minimamente l'interezza e la complessità della trama di quest'anime, che, come detto in precedenza, annovera un numero quasi incalcolabile di personaggi più o meno secondari, tanti da far fatica a ricordarsene i volti e i nomi. Nemici e alleati si confondono, difficile persino distinguere i buoni dai cattivi, in quella che è un'incessante lotta per il potere e per la sopravvivenza.
La mia critica principale riguarda quello che rappresenta l'elemento fantastico, la particolarità e l'originalità di questa serie: l'alchimia. Inizialmente viene molto valorizzata, si esplicitano delle leggi ben precise e rigide che la riguardano, si parla spesso di "scambio equivalente", si definisce ciò che può e che non può fare ("l'alchimia non è un'arte onnipotente" viene continuamente ripetuto all'inizio dei primi episodi) e tutto questo conferisce spessore, fascino e prestigio alla serie, contribuisce a creare una credibilità di fondo e a gettare le basi di quella coerenza che tanto è necessaria negli anime che utilizzano elementi "fantastici" (per far sì che non siano campati per aria). Ebbene, se questa coerenza viene mantenuta all'inizio della serie e per un buon numero di episodi, essa va via via perdendosi e disgregandosi fino a giungere a un completo caos, nel quale l'alchimia assomiglia più a una specie di potere energetico illimitato (alla "Dragonball", per intenderci) che distrugge tutto. La cosa viene giustificata con l'escamotage della pietra filosofale, ma è davvero troppo poco per mandare all'aria tutte le lodevoli premesse iniziali.

I punti deboli dell'anime sono comunque in minoranza rispetto a quelli positivi, rendendo FMA Brotherhood uno dei migliori (se non il migliore in assoluto) del proprio genere. Altro merito importante: l'anime ha un numero congruo di puntate, abbastanza lungo da poter trattare l'intera storia senza porsi limitazioni e, allo stesso tempo, non infinito, con un finale vero - e non è una cosa scontata - seppure un poco forzato e "artificioso".
In sostanza, questo è un ottimo anime per gli amanti del genere, un po' meno per chi dopo il terzo pugno e la terza esplosione si stufa e preferirebbe che la storia andasse avanti. Comunque, da guardare.