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"Natsuyuki Rendez-vous" è tratto da un manga josei in quattro volumi ed è andato in onda sul contenitore Noitamina. La storia ruota attorno a un triangolo amoroso atipico e bizzarro che ha parecchio a che fare col soprannaturale.

La vicenda si svolge in un negozio di fiori gestito da una giovane e bella vedova, Rokka. Uno dei suoi clienti abituali, un ragazzo molto giovane, Hazuki, si innamora di lei e, per poterle stare vicino, inizia a lavorare part-time nel negozio, ma mai potrebbe immaginare di trovare un agguerrito rivale nel fantasma del defunto marito, Shimao. Da lì in poi il fantasma farà di tutto per ostacolare il suo giovane rivale, arrivando persino a...
Essendo una storia d'amore rivolta a un pubblico adulto, i toni usati sono un po' spinti e le avances del giovane commesso sono parecchio esplicite. E Rokka non si fa pregare, trovando piacevole e appagante ritrovarsi nuovamente innamorata e al centro delle attenzioni di un giovane corteggiatore. A rendere il tutto bizzarro ci pensa il fantasma del marito morto in giovane età e anch'egli piacente.

L'anime parte col botto, allorché il fantasma si presenta in mutande mettendo in fuga il giovane rivale! In verità Shimao aveva pregato la moglie di rifarsi una nuova vita dopo la sua dipartita. Però, come si suol dire, "si predica bene e si razzola male", visto che il fantasma non si decide ad andar nell'oltretomba e non vuol dividere Rokka con nessuno.
Shimao, pur di sfuggire alla triste realtà, intrappola i suoi sogni e con essi la moglie in un quaderno dove disegna un mondo ispirato a quello delle favole. E qua ci si addentra nella seconda parte della serie, dove gli autori non hanno fatto un buon lavoro, raccontando il seguito della vicenda in maniera ingarbugliata. A tal proposito ho dovuto rivedere alcuni passaggi affinché mi fossero chiari.

Altro punto saliente è la causa della morte di Shimao, ossia un tumore. Nonostante la sua invadenza, i suoi continui tentativi di infastidire Hazuki e il suo atteggiamento antipatico, alla fine non solo non riesco ad odiarlo, ma provo tenerezza per quest'uomo segnato per tutta la vita da un'orribile malattia che gli ha impedito di vivere normalmente, privandolo di diversi piaceri della vita. Come si può odiarlo mentre giace su un letto d'ospedale con la testa coperta da un berretto di lana a nascondere la calvizia provocata dalla chemioterapia?
Shimao è un ottimo fioraio che riesce a usare qualsiasi tipo di vegetale, non solo fiori, per creare composizioni. Rokka in particolare amava le sue composizioni a base di ortaggi o quelle dei fiori dai colori accesi (lei stessa spiega ad Hazuki che quei fiori erano poco adatti alle stanze d'ospedale e quindi per questo Shimao li preferiva, così non doveva rammentare i continui ricoveri). In ogni ricorrenza, compleanni o anniversari, Shimao era solito regalare le sue composizioni alla moglie. Apprezzata la citazione ad "Alice nel paese delle meraviglie", allorché Rokka pota l'arco di rose piantato sempre da Shimao.

Un'altra cosa che mi ha colpito è la povertà di Hazuki. Shimao stesso se ne accerta quando entra in casa sua, anche se definirla casa è un eufemismo, visto che è composta da una sola camera e non ha neanche il bagno. Mi viene una stretta al cuore a vedere quella camera spoglia dove però non manca una libreria piena di libri e le piante acquistate da Rokka a coprire il pavimento.

Tecnicamente l'anime presenta un'ottima grafica, dai colori pastello molto accesi, e pure le animazioni non presentano difetti. Le sigle sono molto orecchiabili, soprattutto l'opening (l'ending più che altro è molto melanconica).

Quest'esperimento, di mescolare una storia d'amore dai toni maturi con l'elemento soprannaturale, è riuscito in buona parte, ma non del tutto, in quanto presenta dei difetti non indifferenti. La prima parte è molto buona e attira per i vari tentativi di Shimao di impensierire Hazuki, ma nella seconda la storia si arena come una nave che si incaglia nella sabbia e gira attorno agli stessi concetti per diverse puntate, fin quando si arriva al finale che chiude discretamente la storia.

Alcuni hanno paragonato questa serie al film "Ghost", il famosissimo strappalacrime con Demi Moore e Patrick Swayze; beh, qualche somiglianza c'è, ma alla fine sono molto diversi. Consiglio la visione innanzitutto a chi ama i josei e a chi gradisce il soprannaturale, ma a mio parere potevano fare di meglio, e la storia è discreta ma non eccelsa.