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5.0/10
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Dopo "Blood: The Last Vampire" e "Blood+", la famosa Saya viene affidata alle famose mangaka CLAMP. Nasce così "Blood-C", dal cui manga viene tratto questo anime.

In questo frangente ritroviamo una Saya imbranata e timida, totalmente diversa da come l'avevamo conosciuta, soprattutto in "Blood: The Last Vampire". Saya è una studentessa che vive in un villaggio con pochi abitanti. Suo padre è un sacerdote shintoista che gestisce un tempio. A quanto pare Saya ha ereditato dalla madre il ruolo di "miko" del tempio, nonché la Goshintou, la sacra katana, con cui la ragazza affronta e uccide i Furuki Mono, mostri spaventosi che si cibano di uomini.

La vicenda che si ritrova stavolta ad affrontare Saya è molto simile a quella di un famoso film di Jim Carrey, "The Truman Show". Anche qui, Saya non è cosciente di quello che sta realmente accadendo, ma quando lo scoprirà potrà fare poco o niente.

I Furuki Mono hanno le forme più disparate, a volte inquietanti, a volte bizzarre. I combattimenti sono cruenti e la versione TV è censurata. Dunque, si tratta di uno splatter spinto. Peccato però che, specie nel finale, le scene sanguinarie sfiorino troppo il grottesco e pure il ridicolo (vedasi i Furuki Mono a mo' di frullatore per carni umane). Il chara è quello tipico delle CLAMP, con figure alte snelle e con arti a volte un po' lunghi. Tra i personaggi figura anche Watanuki di "xxxHolic", che si manifesta per adempiere un desiderio richiesto espressamente nel suo negozio. Altro cammeo per "xxxHolic" è l'apparizione del Mokona bianco nel bento di Saya. Le animazioni sono buone, a cura della Production I.G, specie nei combattimenti.

La colonna sonora è di buona fattura, con diversi pezzi veramente degni di nota, soprattutto quelli che accompagnano i momenti drammatici e di tensione. Tra questi, da citarne diversi: "Destiny", "Blood", "Yakujou", Tsutome, "Unmei no wa", "Haiden", "Hunting the Light", "Slashing", "Koi", "Organization" e "Father and Shitatta Son". "Hikari no Saki" e "Taisetsu na Yakusoku" sono due pezzi dolci che accompagnano i momenti "di calma", mentre "Shiritsu Sanbara Gakuen", "Cafè Guimauve" e "Negai wo Kanaerumise" sono quelli più allegri. Sono stati composti da Satou Naoki.

Tirando le somme, "Blood-C" dovrebbe essere innanzitutto un horror o almeno è quello che ci si aspetta da un titolo del genere, considerando cosa fanno i Furuki Mono agli umani. Invece, nonostante un comparto grafico e sonoro di tutto rispetto, fallisce la prova risultando deludente. Quelli che dovrebbero essere mostri inquietanti non sempre lo sono e a volte sono così bizzarri da risultare più strani che paurosi. Le stesse scene splatter sono spesso bizzarre con il sangue che scorre a fontanella o a spruzzo e, specie nel finale, ispirano più risate che terrore. I personaggi sono un po' stereotipati anche se a livello accettabile, ma sono anche piuttosto anonimi e penso si salvino solo la protagonista Saya e il villan Fumito. Ma è anche la trama a giocare un ruolo negativo nel giudizio finale poiché presenta diversi buchi di narrazione (bisognerà rimandare al film che fa da sequel per capire la storia del patto e, comunque, anche nel film non vengono spiegate chiaramente le origini di Saya e il perché abbia un aspetto umano e si cibi solo dei suoi simili). Non voglio sconsigliarne la visione, ma sarà meglio non farsi aspettative sul titolo in questione. Inoltre è d'obbligo recuperare il film sequel che chiude la storia.