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7.0/10
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E' piacevole leggerlo, per questo gli do un 7.
Non vorrei stupire nessuno riguardo alla ipotizzata mancanza di fantasia di Masashi Kishimoto ma, a mio modesto parere, osservando lo svolgersi degli eventi nel corso di tutto il manga, mi rendo conto che molti dei colpi di scena della seconda serie (dal volume 27 in poi) erano già stati pensati al momento della creazione. Un'opera che inizia descrivendo il personaggio di Sasuke come il fratello di un traditore, che prima di andare gli dice determinate cose, non può non avere una motivazione alle spalle. La motivazione infatti viene schiaffata in maniera brutale quando più avanti Sasuke incontra un personaggio molto importante che porterà ancora avanti la trama di Naruto per almeno 10 volumi, che gli racconta il passato del villaggio della foglia, degli Uchika ecc..
Riguardo l'accusa secondo al quale questo manga abbia personaggi stereotipati, credo si debba considerare che è cosi in tutti i manga, l'evoluzione del personaggio ha origini indefinite nel tempo. Dalle storie di Giufà siciliane derivazione di favole arabe, a tutte le favole e storie del mondo, il personaggio si evolve, incontra personaggi che lo aiutano in questo, incontra i modi o gli strumenti o le tecniche per agevolare la sua crescita. Ma questa è semiotica...
Quello che vorrei fosse chiaro, è che Naruto è un manga godibilissimo se la si smette di mettersi in cattedra e fare la parte dei lettori navigati. Un mangaka deve attirare anche gente che non ha mai visto l'ombra di un manga, e non necessariamente chi è un "lettore esperto". I difetti che vedono questi ultimi, sono solo manifestazione della continua ricerca del manga perfetto. Cosa che ovviamente non ci si aspetta dal ragazzino che guarda in TV l'anime ed è divertito dal personaggio e che magari in lui si identifica per sfuggire dalla realtà.

I disegni: anche qui faccio la stessa raccomandazione, non dimentichiamoci che stiamo parlando di un manga! E' un disegno, è fantasia, quando mai un mangaka firma una contratto o ha una deontologia insita nel mestiere che gli impone l'utilizzo delle OMBRE? Non esiste ragione per la quale non possa decidere di non metterle e di rendere il disegno elementare. Magari poi verrà fuori da un intervista che per pigrizia, perché il tempo non bastava e gli editori lo pressavano, le pieghe non le ha messe, le ombre non le ha disegnate e la definizione della corporatura dei personaggi ha deciso che fosse tubolare. Resta il fatto che è uno stile di disegno nuovo. Quando ho visto 666 Satan, ho pensato al plagio! Poi il fratello di Masashi ha anche detto che, essendo cresciuti assieme, hanno imparato la stessa tecnica di disegno: io comunque non l'ho più riaperto.

Consiglio la lettura a chiunque abbia voglia di immergersi in un mondo fatto di azione, intrighi e (anche se considerato a buon mercato) molto sentimentalismo, ma non certo per i personaggi femminili completamente ignorati, e su cui potrei dire tante cose... e le dico, almeno un paio di domande: ma come è possibile che Hinata non si dichiari e che Naruto non le parli? Un dialogo da persona matura no? E' un eroe che combatte e salva il villaggio, e non ha il coraggio per farsi quattro chiacchiere? Ma per favore... che assurdità la scelta di dar spazio solo all'azione, ignorando invece dialoghi seri tra i due sessi, che mostrino uno scambio di pensieri.